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Federazione Confsal-UNSA
MOZIONE CONLUSIVA - CONGRESSO NAZIONALE
Lunedì 22 Ottobre 2018 14:31

mozione conclusiva congresso nazionale

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TFS - RICORSO UNSA - IL GOVERNO PRONTO A CORRERE AI RIPARI
Venerdì 12 Ottobre 2018 13:04

 

ricorso unsa tfsil governo corre ai ripari

 

TFS-TFR, Governo pronto

ad accogliere

 

il RICORSO BOMBA della Confsal-UNSA

alla CONSULTA

 

 

 

Leggiamo con piacere sul Messaggero di oggi che il Governo, in concomitanza del superamento della Legge Fornero con quota 100, starebbe lavorando ad una soluzione pratica che risolverebbe il problema del differimento, fino a 51 mesi, del pagamento del trattamento di fine servizio (TFS-TFR).

Il problema che il governo deve risolvere è stato sollevato dalla Federazione Confsal-UNSA, che ha rilevato l’incostituzionalità della norma sul differimento del pagamento della buonuscita degli statali, per disparità di trattamento con i lavoratori privati, il cui ricorso è stato accolto dal tribunale di Roma, dichiarandolo non infondato, e rimettendolo alla Corte Costituzionale.

In buona sostanza, per anticipare il probabile accoglimento del nostro ricorso alla Consulta, che avrebbe nell’immediato effetti esorbitanti per le casse statali, l’esecutivo starebbe pensando di pagare subito tutta la buonuscita dei dipendenti pubblici che vanno in pensione con esborso tramite banche.

Lo stato si farebbe carico degli interessi dovuti alle banche limitando (diluendo) il costo che pesa a circa 1,5 miliardi l’anno, mentre gli statali avrebbero, come per i lavoratori privati, il pagamento immediato della buonuscita all’atto del pensionamento.

Alleghiamo l’articolo del Messaggero del 12 ottobre 2018.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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FIRMA CCNL: PASSATA LA FESTA, GABBATI I LAVORATORI
Giovedì 20 Settembre 2018 16:19

passata la festa gabbati i lavoratori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla casella “firmatari del CCNL Funzioni Centrali” si aggiungerà in questi giorni un'altra organizzazione sindacale.

Dopo mesi di vergognosi attacchi contro le Organizzazioni Sindacali che il 12 febbraio si sono assunte la responsabilità di sottoscrivere il CCNL, dopo aver denigrato in ogni sua parte lo stesso Contratto, e dopo aver gridato ai quattro venti che mai e poi mai si sarebbero prostrati per sottoscrivere quel CCNL, alla chetichella si presenteranno all’Aran per chiedere di poter firmare il CCNL Funzioni Centrali.

Una manfrina, come supponevamo; durata giusto il tempo della campagna elettorale RSU, durante la quale hanno mostrato il peggio a livello comportamentale e verbale, utile a lucrare qualche votarello giocando sulla buona fede delle lavoratrici e dei lavoratori.

Responsabilmente il 12 febbraio 2018 abbiamo sottoscritto il CCNL Funzioni Centrali, senza retropensieri dettati o condizionati dalla concomitante campagna elettorale RSU, convinti che quello era un passaggio fondamentale per riavviare la stagione contrattuale bloccata da anni.

Per questo, nonostante i giochetti di qualche “furbetto del voto”, i lavoratori alle RSU hanno scelto quei sindacati capaci di rappresentare con serietà e coerenza il proprio mandato.

Sappiamo che ancora una volta sarà necessario dialogare e combattere per avere il CCNL 2019-2021 e un nuovo ordinamento professionale consono alle funzioni da svolgere e utile a rispondere alle aspettative di carriera dei lavoratori.
Ma, come sempre, dalle piazze ai tavoli negoziali, noi non ci risparmieremo al fine di raggiungere risultati concreti per i lavoratori.

Serietà, Responsabilità e Coerenza. Questo è l’UNSA.

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BATTAGLIA e CARBONE: PA, NEL DEF NESSUNA RISORSA PER I CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO
Venerdì 05 Ottobre 2018 09:28

defBATTAGLIA e CARBONE: PA, NEL DEF NESSUNA RISORSA PER I CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO

 

 

Roma, 05/10/18. «Dalla lettura della Nota di Aggiornamento al DEF emerge che nessuna risorsa è stata individuata da questo governo per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego che scadranno il 31 dicembre p.v.» affermano Massimo Battaglia e Pino Carbone, Segretari Generali della Confsal-UNSA e FIALS-Confsal, che aggiungono «inoltre sono previsti ulteriori tagli ai Ministeri e revisioni di spesa per una cifra pari allo 0,2% del PIL, cioè per 3,5 miliardi di euro»

 

«Con questa manovra economica, il governo mortifica i lavoratori pubblici e pregiudica ancor di più il funzionamento della pubblica amministrazione, già gravata negli ultimi 10 anni da pesantissimi tagli di risorse»

 

 

«Come se tutto ciò non bastasse» prosegue Battaglia «nel Documento sono previste riduzione per le detrazioni fiscali, che produrranno un ulteriore impoverimento per i lavoratori»

 

Battaglia e Carbone osservano «riteniamo inaccettabile questo trattamento per il pubblico impiego» Battaglia aggiunge «Tra pochi giorni si terrà il Congresso Nazionale della Confsal-UNSA. Sarà l’occasione per decidere le prossime forti iniziative di protesta per far sentire la voce dei lavoratori pubblici»

 

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Il Diario del Lavoro: intervista al Segretario Generale Massimo Battaglia
Giovedì 20 Settembre 2018 08:59

il diario del lavoroPUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Battaglia (Unsa), il governo, se vuole essere del cambiamento, valorizzi chi opera nel pubblico

 

Presentato di recente dal ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Buongiorno, il decreto “Concretezza” ha tra i suoi punti principali una maxi staffetta generazionale, il rinnovo della pubblica amministrazione attraverso informatizzazione e digitalizzazione, e un maggior controllo, attraverso le impronte digitali, per combattere i furbetti del cartellino. Ne abbiamo parlato con Massimo Battaglia, segretario generale della Unsa.

 

Battaglia, come valuta questo decreto?

Nel complesso apprezziamo i punti che contiene il testo del decreto ‘’Concretezza’’. Se si fosse esclusivamente limitato al tema delle impronte digitali, allora ci sarebbe stata una semplice e inutile caccia alle streghe. Aspettiamo, in ogni caso, di vedere se ci sono le coperture finanziare per implementare tutti i punti presenti e un maggior coinvolgimento delle parti sociali.

 

Un tema molto controverso riguarda le impronte digitali per combattere i cosiddetti furbetti del cartellino. Pensa che sia uno strumento utile? Ci potrebbe essere un problema di privacy?

 

Partendo da questo ultimo punto, credo che non ci sarà nessun tipo di problema. Basti pensare che oggi per rinnovare la carta d’identità sono già richieste le impronte digitali. Se poi guardiamo ai decreti passati, vediamo che in quello promosso dal ministro Madia c’era stato un rafforzamento dei controlli, attraverso le telecamere, il monitoraggio della timbratura del cartellino e una maggiore sinergia con la Guardia di Finanza.  Sull’efficacia dello strumento bisogna prima capire come verrà implementato e se ci saranno le risorse per farlo. 

 

Altro elemento centrale riguarda il maxi ricambio generazionale da attuare nel prossimo triennio. 

Sul versante delle assunzioni, il decreto prevede un ricambio cospicuo, con un rapporto di uno a uno. Questo sulla base dei fabbisogni che ogni amministrazione pubblica ha denunciato. Sicuramente le ultime leggi di bilancio e la Fornero hanno bloccato il turn over, assieme allo stop dei concorsi. Da qui al 2021 avremo un’uscita di 800 mila dipendenti, su un totale di 3 milioni circa. È dunque indispensabile avviare un rapido processo di ricambio.

 

C’è poi il tema delle competenze. Digitalizzazione e informatizzazione dovrebbero essere il futuro prossimo della pubblica amministrazione.

Nel decreto si fa chiaramente riferimento a dei profili tarati sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Ovviamente affinché questo avvenga è indispensabile fare nuove assunzioni.

 

 Ci sono dei settori della pubblica amministrazione più in difficoltà di altri?

Ci sono dei settori nevralgici, e fondamentali nell’impalcatura dello stato, che più di altri hanno risentito del blocco del turn over. Mi riferisco alle forze dell’ordine, alla sanità, alla giustizia, al fisco e alla scuola. Credo che queste cinque braccia del sistema pubblico abbiamo bisogno di un sostegno maggiore di altre.

 

Pensa che questo abbia comportato delle ripercussioni sulle prestazioni lavorative?

Certamente. È impossibile pensare che un poliziotto o un infermiere di più di cinquant’anni riescano a garantire gli stessi livelli di un collega più giovane. Inoltre, in molti settori, come la sanità, ci sono situazioni di forte precariato. Tutto questo ha comparato anche un forte disservizio per l’utenza.

 

Ci sono altri aspetti sui quali è possibile intervenire e migliorali?

Si potrebbe migliorare la dimensione organizzativa, rendendo il pubblico più a misura di utente. Naturalmente non bisogna dimenticare la questione salariale, e fare leva sulle retribuzioni più basse. Se questo Governo vuole veramente essere del cambiamento non potrà ignorare questo aspetto, valorizzando così il lavoro di chi opera nel pubblico.

 

intervista a cura di Tommaso Nutarelli

 
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