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CONTRATTO. RIPARTE LA TRATTATIVA. CI MERITAVAMO UN GRAZIE.
Mercoledì 27 Luglio 2016 15:47

dialogo apertoCONTRATTO

RIPARTE LA TRATTATIVA. CI MERITAVAMO UN

GRAZIE

Ieri si è svolto l’atteso incontro tra la Ministra Madia e le Confederazioni sindacali avente ad oggetto questioni relative al pubblico impiego.

 

La Ministra ha parlato di molti temi, che spaziano dai problemi di organici, alla valorizzazione del merito, ai licenziamenti, al Testo Unico sul pubblico impiego, al turn over, ma soprattutto ha parlato di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, scaduti dal 31 dicembre 2009.

 

E’ un atto dovuto per il governo, che si vede costretto a riaprire la trattativa per i rinnovi contrattuali non per scelta politica ma per obbligo giuridico, essendo nella necessità di ottemperare alla sentenza n. 178/15 della Corte Costituzionale.

 

Una sentenza che, occorre ricordarlo, è arrivata grazie al ricorso dell’UNSA che così ha bloccato per via giudiziaria la scelta della classe politica di prolungare il blocco contrattuale almeno fino al 2020.

Ci meritavamo un Grazie… almeno un Grazie…perché se riparte il ragionamento e la trattativa sul pubblico impiego e sui contratti lo si deve all’UNSA. E chi si siede a quel tavolo dovrebbe, elegantemente, riconoscerlo, come si riconoscono i meriti anche a chi non sta troppo simpatico.

 

Con soddisfazione abbiamo ascoltato il percorso presentato dalla Ministra Madia.

 

Un percorso che prevede la disponibilità del Governo ad accogliere entro metà settembre le proposte sindacali non solo sul versante contrattuale ma anche rispetto a quei vincoli normativi e di legge che ad oggi ostacolano il raggiungimento dell’obiettivo comune di stilare un contratto soddisfacente per ambo le parti.

 

A tal fine la Ministra Madia ha dato mandato al Presidente dell’Aran, dott. Sergio Gasparrini, di convocare un tavolo tecnico entro la prima decade di settembre per individuare soluzioni pattizie ed interventi legislativi per tutta una serie di aspetti che a vari livelli ostacolano la trattativa contrattuale. I risultati di questo confronto saranno poi discussi con la Ministra Madia, la quale successivamente invierà all’Aran la direttiva per la riapertura dei contratti.

 

Sulla parte economica la Ministra si è impegnata a nome del Governo a trovare ulteriori risorse nella prossima legge di stabilità al fine di proporre un contratto degno di questo nome.

L’UNSA sarà presente e parteciperà alle riunioni e soprattutto vigilerà sulla traduzione in fatti delle parole usate dalla Ministra.

 

Per fare questo, per fare la nostra parte, quella parte che ci richiede il popolo dell’UNSA, lavoreremo sodo come sempre – quest’anno anche sotto l’ombrellone - per far sì che il nostro sindacalismo autonomo e indipendente si presenti al tavolo con proposte serie e realizzabili, capaci di incidere nei processi con qualità e competenza.

 

Cordialità e saluti.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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FARE SINDACATO.
Mercoledì 20 Luglio 2016 11:59

FARE SINDACATO.

RAPPRESENTANZA, COERENZA, ONESTA’ INTELLETTUALE.

Cari amici,

se avete due minuti da dedicare a questo scritto ve ne sono grato.

 

Fare sindacato oggi non è affatto semplice.

Vincoli di legge, una classe politica sorda alle istanze dei lavoratori e dei suoi rappresentanti, panorama sindacale non di livello eccelso, congiuntura economica e mediatica.

Per fare sindacato, per farlo bene, il primo passo però da fare e da ricercare è quello di rinnovare il sindacato stesso.

Sì certo, possiamo parlare di leggi, di risorse, di riforme… ma prima di tutto partiamo da ciò che è nelle nostre disponibilità e sotto la nostra responsabilità, cioè fare sindacato in modo nuovo, con la capacità di fare grandi battaglie e vincerle così come trattare il singolo problema del collega come se fosse la più grande delle sfide. Perché rappresentare significa stare al fianco e assumersi la responsabilità dell’altro.

Ma per fare sindacato in modo nuovo serve anche qualcosa che non tutti hanno. Mi riferisco alla coerenza e all’onestà intellettuale.

C’è chi parla tanto, dice di rappresentare tanto, e poi perde deleghe e voti alle Rsu e ciò che è peggio poco fa per rappresentare chi dice di rappresentare.

 

C’è al contrario chi rappresenta non poco e poi fa molto di più, infinitamente di più.

In poche parole, c’è chi parla di lavoro pubblico ma non fa ciò che è necessario fare per rappresentarlo – e i motivi li lascio immaginare a voi-, e c’è invece chi si rimbocca le maniche e combatte giorno per giorno come un Davide contro Golia, e Golia sono i governi, le leggi, i partiti, le commissioni parlamentari, gli altri sindacati collusi, i colleghi che hanno perso lo spirito di partecipazione …

 

Ma i risultati, cari Amici, sono sotto gli occhi di tutti.

Se nel pubblico impiego si aprirà un rinnovo contrattuale – che forse qualche altro sindacato avrebbe voluto anche rimandare- lo si deve all’UNSA, al suo ricorso, alla sua vittoria alla Corte Costituzionale che ha riconosciuto il diritto dei sindacati (in questo caso tutti dovrebbero ringraziarci pubblicamente …per onestà intellettuale) a negoziare con i governi gli interessi dei lavoratori.

Quale sindacato che rinnova il modo di fare rappresentanza, l’UNSA non promuove ricorsi che illudono i lavoratori, ma realizza quelli che –pur nell’incertezza della decisione della magistratura- hanno una loro fondatezza. Non è un caso, mi pregio di ricordarlo, che nel 2015 siamo stati l’unico sindacato ad arrivare per due questioni diverse alla Corte Costituzionale.

E di strumenti, a tutela della dignità dei lavoratori pubblici ne abbiamo usati tanti, tutti quelli disponibili, non lasciando nulla di intentato. Ad esempio l’UNSA è il sindacato, l’unico ritengo, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il Governo Renzi, e di cui siamo ancora in attesa di riscontro.

 

E non dimentichiamo che siamo il sindacato che ha fatto già condannare il Governo da diversi Tribunali rispetto alla sentenza della Corte Costituzione sul blocco dei contratti.

 

Siamo un sindacato atipico, non solo autonomo. Ce ne pregiamo.

 

In questa storica fase di passaggio nei nuovi comparti, sono benvenuti ad entrare nell’UNSA quei sindacati amici che hanno simili prospettive e modi di condurre l’attività sindacale, perché fare sindacato non è solo una questione di numeri e di voti, ma di qualità, impegno ed efficacia.

 

Chi sceglie di andare altrove, presto o tardi siamo sicuri che se ne pentirà, perché l’UNSA rappresenta un modo unico di fare sindacato.

Siamo talmente atipici e con una forte identità, che non ci siamo mai tirati indietro dal condannare i fannulloni o chi timbra e poi va a fare la spesa, perché le prime vittime di questo modo sbagliato di intendere il lavoro pubblico e il posto fisso sono i colleghi che lavorano seriamente tappando le falle di chi non lavora.

Ma proprio per questo siamo anche i primi a reclamare al governo e al parlamento di individuare risorse più che adeguate per valorizzare anche economicamente chi lavora bene. Perché il lavoro pubblico non può essere appiattimento, non può essere attendere il 27 del mese, non può essere demotivante. Servono risorse per valorizzare chi merita di essere valorizzato. E sono la maggior parte, malgrado sui media si vuole far passare il messaggio opposto.

        

Si apre ora una nuova sfida di rappresentanza nel nuovo comparto della Funzioni Centrali. È un grande compito e una grande sfida. Significa negoziare un contratto per 240 mila persone e rappresentarle sui luoghi di lavoro, dalla contrattazione integrativa a quella locale. Chi legge queste righe so che comprende la portata della prova.

 

Concludo con l’annuncio della Ministra Madia relativo ad una convocazione per il 26 luglio p.v. per parlare di pubblico impiego.

Si è già perso troppo tempo. Siamo ad un anno dalla sentenza della Corte. Avvertiamo che il 26 luglio per noi è un giorno in cui si inizia a parlare di contratto e specialmente di risorse per il contratto.

Se così non sarà, lo diciamo sin da ora in modo forte e chiaro, e ancora una volta per primi: se non avremo risposte e impegni seri si aprirà una stagione di forte conflitto sociale.

Il lavoro pubblico e i lavoratori pubblici vanno rispettati e valorizzati. Non accetteremo niente altro e niente meno che questo.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

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ALL’UNSA CIO’ CHE E’ DELL’UNSA
Lunedì 18 Luglio 2016 10:59

all unsa cio che  dell unsaALL’UNSA CIO’ CHE E’ DELL’UNSA

 

 

Cari Amici,

 

 

Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo sui nuovi comparti di contrattazione. Tale accordo, oltre a chiarire quali siano i sindacati rappresentativi, è fondamentale per far partire le trattative per il rinnovo dei nuovi contratti che i lavoratori attendono da anni.

 

 

Su questo ho l’obbligo di soffermarmi: oggi tutte le OO.SS. parlano di rinnovi contrattuali con titoloni sui giornali e minacce al governo di turno, ma se oggi si parla di questo – è giusto ricordarlo - lo si deve ad una sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso che condanna il governo a contrattare con le OO.SS. i rinnovi contrattuali perché viene giudicato incostituzionale l’azzeramento della contrattazione.

 

 

Ora, lasciatemelo dire: se siamo arrivati a questo lo si deve al nostro sindacato, all’UNSA, che ha creduto fortemente nell’uso dello strumento giurisdizionale quale arma di contrasto di una politica autoritaria che schiaccia da anni il pubblico impiego e i suoi lavoratori. E ci abbiamo creduto perché sapevamo quello che facevamo, mentre molti, gli altri, o per presunzione o per incompetenza, o per entrambi, ci hanno anche deriso.

 

 

Oggi però per questo risultato tutte le OO.SS. dovrebbero ringraziare questa Federazione, che è il più grande sindacato autonomo delle Funzioni Centrali, vale a dire l’UNSA.

 

 

Aggiungo poi un pensiero sulla rappresentatività nei nuovi comparti, dove da 140 mila passiamo a rappresentare 240 mila persone. Anche nel nuovo comparto l’UNSA è rappresentativa, come certificato dai dati Aran, e ciò è motivo di vanto e orgoglio per chi sente nel sangue questo sindacato autonomo che attraversa la storia del nostro paese.

 

 

L’UNSA rimane la quarta forza sindacale nel nuovo comparto ed è la prima O.S. in molte amministrazioni centrali.

 

 

Per finire, vi informo che in questi giorni si stanno realizzando contatti, in riferimento all’accordo sui nuovi comparti, che potranno rafforzare ancor di più la rappresentatività del sindacalismo autonomo nel comparto Funzioni Centrali.

 

Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

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Permessi per allattamento e Buono pasto
Giovedì 21 Luglio 2016 13:36

Permessi per allattamento e Buono pasto

 

Recentemente e da più parti siamo stati sollecitati a intervenire poiché in alcune Amministrazioni le ore di permesso per allattamento non venivano considerate come ore effettive di lavoro privando, conseguentemente, le/i colleghe/i interessate/i del diritto al buono pasto.

A fronte di tale singolare interpretazione della norma, abbiamo provato a sensibilizzare le Amministrazioni a recedere da tale posizione poiché è dalla legge che tali permessi sono espressamente considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro.

Alle Amministrazioni abbiamo, fra l’altro, opposto un precedente orientamento applicativo dell’Aran che per la fattispecie si pone in antitesi al loro comportamento.

Non ricevendo riscontri positivi, nonostante tale orientamento dell’Aran, abbiamo sollecitato l’Agenzia a intervenire nuovamente sulla materia.

Con due Orientamenti applicativi (M_259 e M_260) l’Aran si è espressa, ripetendo quanto già fatto in precedenza, riaffermando il principio secondo il quale le ore di riposo per allattamento previste dall’articolo 39 del dlgs n. 151/2001 devono essere considerate ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro, e pertanto al verificarsi delle condizioni di cui all’articolo 4 dell’Accordo del 30 aprile 1996 si ha diritto al buono pasto.

Pensavamo fosse pacifica la lettura di tale norma, così non era e quindi la Confsal UNSA si è adoperata affinché si risolvesse il problema.

Per le Amministrazioni non ci sono più scusanti, provvedano a ripristinare il diritto in parola e a sanare gli errori pregressi.

L’UNSA per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori!

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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Ministero del Lavoro - Accordo FUA 2015 e programmazione sviluppi economici
Venerdì 15 Luglio 2016 09:27

 

ministero del lavoro - fua 2015 e progr ecMinistero del Lavoro - Accordo FUA 2015 e programmazione sviluppi economici

 

Il giorno 13 luglio 2016 si è svolto al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presente per la Confsal UNSA Vincenzo Di Biasi, l’incontro per la definizione dell’utilizzo del FUA 2015.

L’incontro seguiva precedenti riunioni non andate a buon fine per la resistenza dell’Amministrazione a inserire una norma programmatica, da noi fortemente voluta, per gli sviluppi economici dentro le Aree e con decorrenza economica 1° gennaio 2016.

Sin dai primi incontri l’Amministrazione ha posto come ostacolo all’inserimento di tale norma programmatica la riforma in atto nel Ministero con la creazione delle due Agenzie.

Per parte nostra abbiamo condiviso con l’Amministrazione, pur anche rimproverandole scarsità di informazioni e di scelte non tenendo conto di alcuni nostri suggerimenti utili a prevenire disagi e confusione fra i dipendenti, la delicatezza del periodo che sta vivendo il Ministero; ma questo non ci ha mai distolti dall’obiettivo primario che ci eravamo prefisso: programmare anche per i dipendenti del Ministero del lavoro e delle Agenzie, al pari di quanto avvenuto in altre amministrazioni centrali, un processo di crescita professionale ed economica attraverso le progressioni nelle fasce retributive superiori.

Nella giornata di ieri, dopo una intensa e difficile discussione che ha visto l’UNSA protagonista e determinata a raggiungere l’obiettivo, siamo giunti alla firma della ipotesi di accordo che, oltre all’utilizzo del FUA 2015, vede la programmazione e la determinazione di un impegno di spesa, a carico del FUA 2016, da destinare agli sviluppi economici 2016 per un importo pari a € 3.325.000,00 corrispondente all’80% delle risorse stabili. Per rimarcare il buon risultato ottenuto è sufficiente ricordare che nelle prime battute l’Amministrazione aveva proposto il 25%.

Come è noto, l’esigibilità di tale accordo sarà possibile dopo che lo stesso avrà ricevuto il visto di tutti gli organi di controllo.

Per il momento riteniamo di fatto un buon lavoro che completeremo con la successiva scrittura dei criteri ai fini dell’attuazione degli sviluppi economici per la cui realizzazione occorrerà un grande impegno di “tutta” l’Amministrazione.

 
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