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Federazione Confsal-UNSA
dalle rsu al 1 maggio a napoli
Giovedì 03 Maggio 2018 14:27

1 maggio 2018 confsal - napoli 16DALLE RSU AL 1 MAGGIO IN PIAZZA A NAPOLI

ORGOGLIO – PASSIONE – AMICIZIA – RESPONSABILITA’

di Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA

Cari Amici,

abbiamo vissuto insieme una campagna elettorale dura, a volte volgare, spesso cattiva, con OO.SS. che non hanno reso onore al nobile mandato che avrebbero dovuto svolgere, avendo detto e scritto anche cose false pur di screditare l’avversario sindacale.

Ma come sempre accade nella vita di tutti i giorni, la falsità non paga.

 

La Federazione Confsal-UNSA con il suo impegno costante, serio, fatto di conquiste concrete e non di parole, ha invece visto aumentare i propri consensianche in questa tornata elettorale e vedrà per certo aumentare la propria rappresentatività quando saranno certificati i dati dall’Aran.

 

Il riscontro che riceviamo dall’esito elettorale ci inorgoglisce perché vediamo primeggiare l’UNSA in tante aree d’Italia, in diversi Ministeri e anche nei continenti del mondo grazie al Coordinamento Esteri di questa O.S. Ottimo il risultato ottenuto anche nelle Agenzie Fiscali, così come è da segnalare che per la prima volta l’UNSA si è presentata negli Enti Pubblici Non Economici, come l’Inps, l’Inail, l’Aci, gli Enti Parco e negli Enti ex art. 70.

 

Il sindacalismo autonomo dell’UNSA si vede riconoscere dai lavoratori, oggi ancor di più, quel ruolo che ci siamo conquistati in 64 anni di storia.

 

Cosa ci distingue dagli altri?Molte cose, che ho voluto indicare chiaramente nel titolo.

Prima di tutto il senso di orgoglio di appartenere ad un sindacato portatore di valori, che mette al centro la persona, il lavoratore e il suo contesto di vita, la sua famiglia. Il senso di appartenenza ad una struttura che si fonda sul dialogo locale negli uffici, e nazionale con la Segreteria. Un dialogo costante, che è una modalità di vita di chi è nell’UNSA e dell’UNSA.

Ed è questo che negli anni ha cementato un gruppo a tutti i livelli, nazionale, regionale e provinciale, fondato sull’Amicizia, su rapporti profondi, autentici, trasparenti, indipendenti dai ruoli ricoperti nel sindacato. L’UNSA è una comunità viva di donne e di uomini che credono nella necessità di avere un sindacato autonomo forte, autorevole, capace di costruire accordi che portano risultati concreti per i lavoratori. Un sindacato capace di esercitare il proprio mandato non puntando sul mal di pancia, sul disfattismo, sulla rabbia delle persone, ma sulla voglia di costruire. Un sindacato responsabile, perché chi fa sindacato ha la responsabilità di portare risultati concreti ai lavoratori, non di gridare e basta.

 

Infine Amici, la giornata del 1° maggio a Napoli in piazza Plebiscito è stata da incorniciare e sarà ricordata nel tempo.

Vedere la piazza gremita, con tutte le federazioni della Confsal, la più grande confederazione autonoma d’Italia, con i loro lavoratori e con le loro famiglie, è stato emozionante. Così come è stato un orgoglio, vedere tante bandiere dell’UNSA sventolare in questa piazza gioiosa e determinata a lottare per un paese più giusto in cui il lavoro sia riconosciuto a chi lo cerca e dignitoso per chi lo ha.

Abbiamo chiesto un cambiamento per il Paese, in cui diritti e doveri devono andare insieme; in cui tutti possano sentirsi utili e dare il proprio contributo alla società; in cui gli ultimi possano sedersi a tavola con i primi.

Abbiamo chiarito che per noi il sindacato deve stare con gli ultimi, con chi ha bisogno. Questa è la strada maestra del sindacato vero e l’UNSA sa da sempre con chi stare.

 

Quindi, per concludere… per le RSU, per il 1° maggio, per la voglia, la forza, la passione di stare insieme e credere negli stessi valori, rendendo ancora più forte e vivo un grande sogno chiamato UNSA…

GRAZIE RAGAZZI!

Un grande ed affettuoso abbraccio.

 

Roma, 3.05.2018                                                                                      

Massimo Battaglia

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1 maggio CONFSAL -manifestazione a NAPOLI per il LAVORO
Mercoledì 02 Maggio 2018 14:48

1 maggio 2018 confsal - napoli 16Si trasmette il Comunicato della Confsal relativo al successo della manifestazione del 1 maggio a Napoli a tutela del lavoro, pubblico e privato.

 

 

CONFSAL: GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 1° MAGGIO A NAPOLI

20.000 PERSONE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

 

Napoli, 2 maggio. Grande successo della manifestazione nazionale organizzata a Napoli dalla Confsal in occasione del 1° maggio. 20mila persone, giunte da tutta Italia - in rappresentanza di tutte le federazioni del pubblico, del privato impiego e della sicurezza - si sono ritrovate ieri mattina in Piazza del Plebiscito per celebrare la Giornata del lavoro. Tema: Il lavoro riparte dal Sud. Nel pomeriggio, durante il concerto live, si è arrivati a contare più di 30mila persone.

L’accoglienza della città è stata calorosa, a cominciare dai saluti del primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che nel suo intervento di saluto ha ringraziato la Confsal per aver posto all’attenzione nazionale un tema prioritario per la crescita del Paese e per averlo fatto proprio.

 

“Non siamo qui per recriminare su quello che non è stato fatto – ha dichiarato il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, raccogliendo le istanze del sindaco partenopeo –, ma per essere propositivi e fattivi. Sono convinto che la crescita del Sud sia essenziale per la crescita del Paese. Il Mezzogiorno ha tante eccellenze ma deve recuperare il divario con il resto dell’economia italiana. Facendo appello a tutte le sue risorse, esso può e deve sviluppare una velocità di crescita di gran lunga superiore a quella nazionale. Deve correre! E così, non rappresenterebbe più un fattore di squilibrio ma un vero pilastro economico, un punto di forza del Sistema Paese”.

 

La Confsal ha preso l’impegno di collaborare, a fianco delle amministrazioni locali, a un Rinascimento legale del Sud, che parta dalla centralità dell’istruzione e, in particolare, dalla scuola. La Confsal si è anche impegnata su due versanti che sono la ragione di esistenza, oggi, dell’essere sindacato: la professionalizzazione dei lavoratori, puntando sulla leva della formazione (è stata lanciata da Napoli la Fabbrica delle competenze); e la contrattazione di qualità. In particolare, la confederazione autonoma vincolerà le associazioni datoriali firmatarie dei suoi contratti a espellere le aziende che non garantiscano rispetto, tutela e sicurezza dei propri lavoratori. Tutto questo, accogliendo, al contempo, le esigenze di produttività e di competitività delle imprese e contemperandole in quella che Margiotta ha chiamato la nuova “lobby del lavoro” al servizio della crescita del Paese.

 

 

 

La manifestazione ha visto una grande partecipazione di iscritti dell’UNSA.

 

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BATTAGLIA: RITARDATO PAGAMENTO TFR/TFS, L’UNSA VINCE ANCORA E VA ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Venerdì 13 Aprile 2018 10:21

unsa ancora alla corte costituzionaleBATTAGLIA: RITARDATO PAGAMENTO TFR/TFS,

L’UNSA VINCE ANCORA E VA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

 

«Dopo lo sblocco del contratto nel pubblico impiego, l’UNSA arriva ancora alla Corte Costituzionale per difendere la dignità dei lavoratori pubblici. Il Tribunale di Roma nell’udienza del 12 aprile ha riconosciuto valide le motivazioni della Confsal-UNSA, che ha presentato ricorso -attraverso una propria iscritta “portatrice di interesse”-contro l’indebito RITARDO per i SOLI Dipendenti Pubblici del PAGAMENTO del TFR/TFS; il Tribunale di Roma pertanto ha sollevato la questione di incostituzionalità» annuncia soddisfatto il Segretario Generale Massimo Battaglia.

 

«E’ scandaloso, lo diciamo da anni, che un lavoratore pubblico, a differenza di uno privato, debba aspettare 27 mesi per iniziare a ricevere una prima parte del proprio TFS/TFR e attendere anche fino a 51 mesi per ricevere l’ultima rata di sua competenza. È una vera e propria appropriazione indebita di soldi dei lavoratori e delle loro famiglie, dopo una vita di impegno e servizio.»

 

«Siamo orgogliosi che l’azione sindacale della Confsal-UNSA -dopo aver obbligato nel 2015 il Governo a sbloccare la contrattazione nel pubblico impiego con la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 grazie al nostro ricorso- oggi arriva ad un altro risultato storico ed epocale per la difesa del lavoro pubblico. E siamo felici che il nostro modo di fare sindacato, fatto di tenacia, competenza e una infinita passione, riesce a risolvere anche i grandi problemi dei lavoratori pubblici, cambiando in meglio la vita delle persone».

 
VITTORIA! RSU 2018
Martedì 24 Aprile 2018 17:04

COMPARTO FUNZIONI CENTRALI
VITTORIA!

 

COMUNICATO DEL 20 APRILE 2018

 

“Dai primi dati in nostro possesso riceviamo dai lavoratori dei Ministeri, Agenzie Fiscali,

Enti Pubblici non Economici uno straordinario suffragio di voti

che ci rendono ancora più forti e determinati sulle nostre iniziative sindacali.


Di questo non posso che ringraziare tutti, dai Segretari ai Responsabili Sindacali

ma soprattutto i Lavoratori che con il loro voto hanno dato forza

alla più grande Federazione Autonoma del Comparto Funzioni Centrali.


Questo voto importante darà a noi energia per cambiare la P.A.,

mettere i lavoratori al centro di questo cambiamento e

ridare il rispetto dovuto a chi lavora per lo Stato.”


Battaglia conclude: Grazie! Grazie! Grazie!

 

 

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Battaglia (Unsa), 36 mesi per ottenere il Tfr sono un tempo “incostituzionale”
Martedì 10 Aprile 2018 08:22

Battaglia (Unsa), 36 mesi per ottenere il Tfr sono un tempo “incostituzionale”

 

 

http://www.ildiariodellavoro.it/adon.pl?act=doc&doc=67889#.Wsx0NZfOOUm

 

Si avvicina l'udienza del 12 aprile al Tribunale di Roma dove verrà trattato il ricorso dell'UNSA

contro il ritardato pagamento del TFR/TFS ai lavoratori pubblici.
Continua, su tutti i fronti, e per tutti i lavoratori, la battaglia dell'UNSA in difesa del lavoro pubblico.

 

 

battaglia massimo segretario generale unsa

 

PUBBLICO IMPIEGO

 

Argomento: Confsal
 

Una disparità incomprensibile, tra pubblico e privato, nei tempi di erogazione e nel riconoscere ai lavoratori il diritto di usufruire, in tempistiche ragionevoli, di quelle risorse che hanno accumulato nel corso della loro carriera lavorativa. Sono questi i motivi che hanno spinto l'Unsa, il sindacato del pubblico impiego della Confsal, a mettere in campo un'offensiva giudiziaria contro il decreto “Salva Italia” del Governo Monti, che ha introdotto diversità significative nell'erogazione del Tfr per il settore pubblico e privato. Massimo Battaglia, segretario generale dell'Unsa, fa il punto della situazione al Diario del lavoro.


"Un qualsiasi lavoratore pubblico - spiega Battaglia - percepisce la propria liquidazione dopo 36 mesi. Un cambiamento sopraggiunto dopo il Governo guidato da Monti. È dunque venuta meno la possibilità per i dipendenti pubblici di poter usufruire in tempi brevi del proprio Tfr. Un nostro dipendente, andato in pensione, si è costituito parte civile con il nostro patrocinio, e tramite di lui abbiamo chiesto al Tribunale di Roma di eccepire l'incostituzionalità della norma che disciplina il Tfr del pubblico impiego”.


“Il 12 aprile - continua Battaglia - ci sarà la seconda udienza, dopo la prima di fine novembre, e la nostra speranza è che il giudice accolga le nostre istanze e invii gli atti alla Corte Costituzionale”.


“C'è stata - prosegue il leader sindacale - una equiparazione tra pubblico e privato. Tuttavia i dipendenti pubblici stanno ricevendo il peggio del privato, continuando a offrire il proprio meglio. Questa disparità non può essere più tollerata, e speriamo che il giudice riconosca l'incostituzionalità di questo trattamento, che interessa una platea ampissima di lavoratori. Bisogna sottolineare - spiega Battaglia - come già in due occasioni la Corte Costituzionale si era espressa a favore dell'incostituzionalità della norma, tuttavia chi aveva presentato il ricorso aveva commesso un vizio formale. Come in tutte le cause il torto bisogna averlo subito, mentre chi si era mosso contro questo provvedimento non era ancora pensionato. Ecco perché abbiamo atteso che questo nostro dipendente ottenesse il trattamento di quiescenza”.


Un'azione che, come Battaglia precisa, il suo sindacato sta portando avanti in maniera autonoma: “La Cisl sta raccogliendo delle firme, ma si tratta di un'azione che non porta a nulla. E una sostanziale immobilità la stiamo riscontrando anche nella altre sigle Infatti per smontare questa norma serve o un intervento legislativo che la abroghi o un pronunciamento della Corte Costituzionale. Si tratta di un tema che non può essere intaccato con la prassi della contrattazione”.


“La nostra volontà -conclude Battaglia- è quella di portare avanti questa battaglia, per ridare dignità a un settore che ha sopportato in questi anni molte ingiustizie”.

 
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