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Federazione Confsal-UNSA
BATTAGLIA: RITARDATO PAGAMENTO TFR/TFS, L’UNSA VINCE ANCORA E VA ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Venerdì 13 Aprile 2018 10:21

unsa ancora alla corte costituzionaleBATTAGLIA: RITARDATO PAGAMENTO TFR/TFS,

L’UNSA VINCE ANCORA E VA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

 

«Dopo lo sblocco del contratto nel pubblico impiego, l’UNSA arriva ancora alla Corte Costituzionale per difendere la dignità dei lavoratori pubblici. Il Tribunale di Roma nell’udienza del 12 aprile ha riconosciuto valide le motivazioni della Confsal-UNSA, che ha presentato ricorso -attraverso una propria iscritta “portatrice di interesse”-contro l’indebito RITARDO per i SOLI Dipendenti Pubblici del PAGAMENTO del TFR/TFS; il Tribunale di Roma pertanto ha sollevato la questione di incostituzionalità» annuncia soddisfatto il Segretario Generale Massimo Battaglia.

 

«E’ scandaloso, lo diciamo da anni, che un lavoratore pubblico, a differenza di uno privato, debba aspettare 27 mesi per iniziare a ricevere una prima parte del proprio TFS/TFR e attendere anche fino a 51 mesi per ricevere l’ultima rata di sua competenza. È una vera e propria appropriazione indebita di soldi dei lavoratori e delle loro famiglie, dopo una vita di impegno e servizio.»

 

«Siamo orgogliosi che l’azione sindacale della Confsal-UNSA -dopo aver obbligato nel 2015 il Governo a sbloccare la contrattazione nel pubblico impiego con la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 grazie al nostro ricorso- oggi arriva ad un altro risultato storico ed epocale per la difesa del lavoro pubblico. E siamo felici che il nostro modo di fare sindacato, fatto di tenacia, competenza e una infinita passione, riesce a risolvere anche i grandi problemi dei lavoratori pubblici, cambiando in meglio la vita delle persone».

 
Battaglia (Unsa), 36 mesi per ottenere il Tfr sono un tempo “incostituzionale”
Martedì 10 Aprile 2018 08:22

Battaglia (Unsa), 36 mesi per ottenere il Tfr sono un tempo “incostituzionale”

 

 

http://www.ildiariodellavoro.it/adon.pl?act=doc&doc=67889#.Wsx0NZfOOUm

 

Si avvicina l'udienza del 12 aprile al Tribunale di Roma dove verrà trattato il ricorso dell'UNSA contro il ritardato pagamento del TFR/TFS ai lavoratori pubblici.
Continua, su tutti i fronti, e per tutti i lavoratori, la battaglia dell'UNSA in difesa del lavoro pubblico.

 

 

battaglia massimo segretario generale unsa

 

PUBBLICO IMPIEGO

 

Argomento: Confsal

 

Una disparità incomprensibile, tra pubblico e privato, nei tempi di erogazione e nel riconoscere ai lavoratori il diritto di usufruire, in tempistiche ragionevoli, di quelle risorse che hanno accumulato nel corso della loro carriera lavorativa. Sono questi i motivi che hanno spinto l'Unsa, il sindacato del pubblico impiego della Confsal, a mettere in campo un'offensiva giudiziaria contro il decreto “Salva Italia” del Governo Monti, che ha introdotto diversità significative nell'erogazione del Tfr per il settore pubblico e privato. Massimo Battaglia, segretario generale dell'Unsa, fa il punto della situazione al Diario del lavoro.


"Un qualsiasi lavoratore pubblico - spiega Battaglia - percepisce la propria liquidazione dopo 36 mesi. Un cambiamento sopraggiunto dopo il Governo guidato da Monti. È dunque venuta meno la possibilità per i dipendenti pubblici di poter usufruire in tempi brevi del proprio Tfr. Un nostro dipendente, andato in pensione, si è costituito parte civile con il nostro patrocinio, e tramite di lui abbiamo chiesto al Tribunale di Roma di eccepire l'incostituzionalità della norma che disciplina il Tfr del pubblico impiego”.


“Il 12 aprile - continua Battaglia - ci sarà la seconda udienza, dopo la prima di fine novembre, e la nostra speranza è che il giudice accolga le nostre istanze e invii gli atti alla Corte Costituzionale”.


“C'è stata - prosegue il leader sindacale - una equiparazione tra pubblico e privato. Tuttavia i dipendenti pubblici stanno ricevendo il peggio del privato, continuando a offrire il proprio meglio. Questa disparità non può essere più tollerata, e speriamo che il giudice riconosca l'incostituzionalità di questo trattamento, che interessa una platea ampissima di lavoratori. Bisogna sottolineare - spiega Battaglia - come già in due occasioni la Corte Costituzionale si era espressa a favore dell'incostituzionalità della norma, tuttavia chi aveva presentato il ricorso aveva commesso un vizio formale. Come in tutte le cause il torto bisogna averlo subito, mentre chi si era mosso contro questo provvedimento non era ancora pensionato. Ecco perché abbiamo atteso che questo nostro dipendente ottenesse il trattamento di quiescenza”.


Un'azione che, come Battaglia precisa, il suo sindacato sta portando avanti in maniera autonoma: “La Cisl sta raccogliendo delle firme, ma si tratta di un'azione che non porta a nulla. E una sostanziale immobilità la stiamo riscontrando anche nella altre sigle Infatti per smontare questa norma serve o un intervento legislativo che la abroghi o un pronunciamento della Corte Costituzionale. Si tratta di un tema che non può essere intaccato con la prassi della contrattazione”.


“La nostra volontà -conclude Battaglia- è quella di portare avanti questa battaglia, per ridare dignità a un settore che ha sopportato in questi anni molte ingiustizie”.

 

 
Video UNSA rsu 2018
Martedì 03 Aprile 2018 12:57

video unsa rsu 2018 - youtube

 

VIDEO UNSA RSU 2018

 

In questo video sono ripercorsi alcuni passaggi della storia recente dell'UNSA nella sua battaglia in difesa dei lavoratori pubblici, realizzata anche in alcune trasmissioni nazionali, su temi quali contratti, risorse economiche, riforma della pubblica amministrazione.

 

cliccare sull'immagine per vedere il video.

 
APPELLO AL VOTO - RSU 2018
Lunedì 09 Aprile 2018 16:16

appello al voto rsu 2018

 

APPELLO AL VOTO PER LE RSU 2018, FUNZIONI CENTRALI

MASSIMO BATTAGLIA

Segretario Generale

Federazione Confsal-UNSA

 
BUONI PASTO NON SPENDIBILI: ESPOSTO ALLA PROCURA
Martedì 27 Marzo 2018 10:01

buoni pastoBATTAGLIA: “CONFSAL-UNSA: BUONI PASTO NELLA PA

NON SPENDIBILI,

ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA”

 

«A seguito di innumerevoli segnalazioni che ci arrivano dai lavoratori pubblici di tutta Italia, relativi alla non accettazione dei Buoni Pasto da parte di moltissimi esercizi commerciali, mi recherò subito dopo Pasqua presso la Procura della Repubblica di Roma per depositare un esposto e verificare se ci siano estremi di reato» dichiara Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

 

«Se vi è una gara d’appalto per i buoni pasto, gestita centralmente dalla Consip che ha pagato regolarmente il corrispettivo alla ditta vincitrice, questa ha l’obbligo di prendere tutte le misure necessarie per rendere esigibile il buono pasto negli esercizi commerciali, evitando che i lavoratori siano impossibilitati a utilizzarli» prosegue Battaglia

 

«Sarà la Procura a verificare le negligenze delle ditte coinvolte, nonché appurare se vi siano carenze nel controllo da parte di soggetti a responsabilità pubblica.

 

Perché due cose sono certe per la Confsal-UNSA – conclude Battaglia –: 1. lavoratori hanno il diritto a spendere liberamente il buono pasto in sostituzione del servizio mensa non fruito; 2. il denaro pubblico, usato a tal fine, non può e non deve trasformarsi in carta straccia».

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