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A UN ANNO DALLA SENTENZA DELLA CORTE SUI CONTRATTI PA, GOVERNO ANCORA CONDANNATO DA UN TRIBUNALE
Giovedì 23 Giugno 2016 17:27

m battaglia confsal-unsaBATTAGLIA: “A UN ANNO DALLA SENTENZA DELLA CORTE SUI CONTRATTI PA, GOVERNO ANCORA CONDANNATO DA UN TRIBUNALE”

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«Mentre il Ministro Madia oggi annuncia la prossima riapertura dei negoziati per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego» dichiara Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA «il Tribunale di Bologna, così come altri Tribunali italiani a seguito di ricorsi presentati da questa O.S., ha accertato

“l’illegittimità della sospensione della contrattazione collettiva nei limiti e nei termini della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 con decorrenza dal 30.7.2015, con conseguente diritto dei ricorrenti alla percezione di quanto agli stessi dovuto all’esito della contrattazione collettiva nazionale”

ed ha condannato nuovamente il governo al pagamento di oltre 3.200 € per le spese di lite»

Battaglia esprime soddisfazione «per questa ennesima sentenza favorevole. Ora attendiamo l’inizio della contrattazione confidando che le parole del Ministro diventino certezze economiche nelle buste paga dei lavoratori bloccate da oltre 7 anni»

 

si allega sentenza del Tribunale di Bologna.

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D. LGS. LICENZIAMENTI P.A.
Lunedì 20 Giugno 2016 09:59

massimo battaglia camera dep 2013D. LGS. LICENZIAMENTI DISCIPLINARI P.A.

 

 

Il Decreto Legislativo sui licenziamenti disciplinari nella PA, che invieremo non appena pubblicato in gazzetta ufficiale, è stato approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno u.s.

 

Sul tale Decreto l’UNSA -fin dalle prime uscite del governo- ha fatto una battaglia di civiltà giuridica mettendo al centro del dibattito non il mantenimento del posto di lavoro per chi produce una falsa attestazione di presenza, ma il riconoscimento del diritto alla difesa e al contraddittorio che in un primo momento il governo aveva voluto negare, parlando in modo giacobino di “licenziamenti in 48 ore” che, forse –in una politica dei tweet e di facebook-, poteva apparire come un riuscito slogan per guadagnare consensi elettorali.

 

Sia chiaro a tutti i lavoratori che l’UNSA non rappresenta chi inganna lo stato, la comunità dei cittadini che pagano le tasse e quindi anche il nostro stipendio, e i colleghi che quotidianamente e onestamente svolgono il loro lavoro per far funzionare la macchina pubblica.

 

Sul tavolo non c’era quindi la volontà di difendere l’indifendibile.

 

C’era però il riconoscimento, visto che è previsto dalla Costituzione, a un contraddittorio e dell’esercizio del diritto di difesa, cosa che questo governo riteneva superflua.

 

Tutti possono osservare, e lo diciamo con soddisfazione, che la stesura definitiva del decreto recepisce molte istanze sollevate dall’UNSA sia ai tavoli nazionali in Funzione Pubblica con il Ministro Madia, sia sui media con gli interventi a Skytg24 o su Radio Rai.

 

Speriamo che dopo questo decreto le parti sociali e quella pubblica possano trovare velocemente un equilibrio per far emergere il meglio del lavoro pubblico, sapendolo valorizzare quando serve e nella misura adeguata, a cominciare dal nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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BATTAGLIA: “NORMALI RELAZIONI SINDACALI EVITANO BRUTTE FIGURE”
Mercoledì 15 Giugno 2016 09:27

m battaglia  segretairo generale

 

BATTAGLIA: “NORMALI RELAZIONI SINDACALI EVITANO BRUTTE FIGURE”

 

«Alle indiscrezioni sulla direttiva all’Aran sui rinnovi dei contratti pubblici, con la quale sembrava intenzione del governo voler destinare le risorse solo a una parte dei dipendenti –precisamente a quelli sotto la soglia dei 26 mila euro (calcolata come poi?)-, è seguito il tweet della ministra Madia che assicura di voler escludere solo quelli con reddito da 200 mila euro. Piccolo problema, signora Ministra» commenta il Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA Massimo Battaglia «redditi così elevati sono davvero in pochi ad averne, quindi è come dire “contratto per tutti”. Ed è giusto che sia così, come Le abbiamo da subito detto; sarà poi compito della contrattazione –cioè dei lavoratori- ripartire nel modo più equo le risorse, senza atti autoritari della politica».

«E’ positivo che il governo di fatto sia tornato sui suoi passi evitando la guerra tra poveri che il limite dei 26 mila euro avrebbe generato, come segnalato prontamente dall’UNSA. Ma certo che se in questo paese ci fossero delle normali relazioni sindacali» conclude Battaglia «ci si capirebbe molto più facilmente, perché tweet, indiscrezioni pilotate e quant’altro oltre a colpire i lavoratori e la democrazia, possono far fare anche brutte figure pubbliche su numeri buttati un po’ a caso (ricordiamo i dati sui licenziamenti? O in altri tempi gli esodati?) che con un sano dialogo verrebbero evitate».

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BATTAGLIA A SKY TG 24 - mercoledì 15 GIUGNO 2016 ore 18.30
Mercoledì 15 Giugno 2016 11:31

 

MASSIMO BATTAGLIA A SKYTG24 - 15 GIUGNO 2016

 

clicca sull'immagine per vedere la puntata

 

temi trattati: pensionamenti, licenziamenti, contratto pa.

sky tg 24 15 06 2016 - youtube

 
Retribuzioni P.A. : dal 2010 ad oggi perso l’8,8%.
Lunedì 13 Giugno 2016 15:58

massimo battaglia - confsal-unsaRetribuzioni P.A. : dal 2010 ad oggi perso l’8,8%.

 

Il blocco dei rinnovi contrattuali e il costante taglio delle risorse destinate al salario accessorio, abbinati al blocco del turn-over, stanno impoverendo le pubbliche amministrazioni e hanno falcidiato le retribuzioni dei dipendenti pubblici.

Quanto da noi sostenuto trova oggi ulteriore conferma nella Relazione 2016 sul costo del lavoro pubblico della Corte dei conti, sia in termini di spesa che di valore politico della sentenza 178/2015 della Corte costituzionale.

Una sentenza, su ricorso dell'Unsa, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della ulteriore proroga del blocco della contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici.

Ci conforta in parte la dichiarazione della Corte dei conti che sostiene, con nettezza, “la chiusura di una fase di severe misure di contenimento della spesa per redditi da lavoro, e sollecita la ripresa di ordinarie politiche di personale.”

È emblematica la constatazione della stessa Corte dei conti allorquando constata che “si è prodotta una riduzione della spesa per redditi con un riposizionamento della stessa ai livelli del 2006, con il risultato di aver annullato gli incrementi dovuti alle due tornate contrattuali 2006-2007 e 2008-2009.

Non ci confortano le risposte del Governo.

I numeri sono impietosi:

- Dal 2010 al 2015 sul lavoro pubblico c’è stato un risparmio di spesa di 36,8 miliardi di euro;

- Negli stessi anni sul lavoro pubblico c’è stata una riduzione strutturale della spesa di 10,8 miliardi di euro;

- Una perdita di valore monetario delle retribuzioni pari all’8,8%; a cui si aggiunge una riduzione delle retribuzioni di fatto di circa 500 euro nelle amministrazioni centrali e di circa 1.200 euro nelle amministrazioni locali.

Numeri e considerazioni che dovrebbero spingere per chiudere la fase del “blocco” e riaprire la stagione dei rinnovi contrattuali sulla base del principio sancito nella sentenza della Corte costituzionale e ricordato nella relazione della Corte dei conti:

la contrattazione collettiva ha non solo il compito di garantire l’adeguatezza delle retribuzioni al costo della vita, ma anche quello di delineare lo scenario per un utilizzo della leva salariale finalizzato a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa.”

L’UNSA è pronta ad affrontare questa sfida in modo serio e responsabile.

Una sfida però che non può assolutamente partire con i 300 milioni di euro (pari a 5 euro pro-capite) stanziati nella legge di stabilità e con il progetto della Madia di destinare gli aumenti contrattuali alle retribuzioni inferiori a 26.000 euro e cioè al 16% dei dipendenti pubblici.

Alleghiamo le tabelle con i grafici e i dati elaborati dal Centro Studi “Renato Plaja – Pippo Conti” della Federazione Confsal-UNSA.

 

Cordialità e saluti.

 

Il Segretario generale

Massimo Battaglia

 
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