Home
Federazione Confsal-UNSA
MODIFICARE LA LEGGE FORNERO
Venerdì 23 Giugno 2017 08:49

legge di iniziativa popolare 2017

 

MODIFICARE LA LEGGE FORNERO:

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

 

 

Roma, 22 giugno 2017. I sindacati SNALS (scuola), FAST (trasporti), FIALS (sanità), FISMIC (industria e servizi), FNA (agricoltura), UNSA (funzioni centrali), tutti aderenti alla più grande Confederazione autonoma, la Confsal, si fanno promotori di un disegno di legge di iniziativa popolare da presentare in parlamento.

 

I sindacati rivendicano come “Il diritto di andare in pensione dopo una vita di lavoro e di contribuzione è stato ingiustamente colpito dalla Legge Fornero, verso la quale le nostre proteste non si sono mai placate. Sono passati anni, ma la classe politica non ha dato ascolto né ai cittadini né alle rappresentanze sindacali e non ha risolto nessuna criticità del meccanismo pensionistico italiano”.

 

In tale contesto di incapacità della politica, i sindacati si impegnano quindi a modificare l’attuale normativa pensionistica e ripristinare un diritto fondamentale dei lavoratori.

 

Nelle prossime settimane queste OO.SS. definiranno congiuntamente il testo del disegno di legge e scenderanno nelle piazze italiane per raccogliere le 50.000 firme necessarie ai sensi dell’art.71 della Costituzione italiana.

 

 

I Segretari Generali

SNALS  FNA     FIALS    UNSA     FISMIC     FAST

 

Serafini  Nesci  Carbone  Battaglia  Di Maulo  Serbassi

 

Attachments:
FileDescrizioneFile size
Download this file (Cstampa 22-06 Disegno di legge di iniziativa popolare.pdf)Cstampa 22-06 Disegno di legge di iniziativa popolare.pdf 254 Kb
 
27 giugno 2017 - riparte la contrattazione
Martedì 20 Giugno 2017 17:19

27 GIUGNO 2017

 

 

ORGOGLIO UNSA!

 

 

Dopo anni di battaglie, finalmente

RIPARTE LA CONTRATTAZIONE

 

 

 

 

CONVOCAZIONE ALL'ARAN.

 

 

 

L'UNSA E' PRONTA ANCORA UNA VOLTA

A TUTELARE I DIRITTI

DI TUTTI I LAVORATORI.

 

aran agenzia

 

 

 
requisiti per l’accesso al sistema pensionistico e ricambio generazionale nella PA.
Lunedì 19 Giugno 2017 13:17

 

madia1requisiti per l’accesso al sistema pensionistico e ricambio generazionale nella PA.

 

Al Ministro per la Funzione Pubblica

Marianna MADIA

 

Al Ministro del Lavoro

Giuliano POLETTI

 

Al Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati

On. Cesare Damiano,

 

Ai Gruppi Parlamentari

 

Dalle notizie rimbalzate dagli organi di stampa risulterebbe un incremento di cinque mesi delle speranze di vita degli italiani.

Questo, stando all’attuale normativa del sistema pensionistico, dal 1° gennaio 2019 avrebbe l’effetto di portare i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, per uomini e donne, a 67 anni di età e per l’accesso alla pensione anticipata una anzianità contributiva di 43 anni e 3 mesi per gli uomini e di 42 anni e 3 mesi per le donne.

Un dato eclatante, guardando l’andamento a partire dal 1° gennaio 2012 le aspettative di vita, e così i requisiti per l’accesso alla pensione, crescerebbero di tredici mesi per gli uomini e di quattordici mesi per le donne.

Un dato che, senza polemica alcuna, appare inverosimile vivendo una realtà socio-economica del nostro Paese che appare immutata, se non peggiorata, rispetto agli anni precedenti.

Un dato, a nostro parere ingiustificato, che avrà effetti dirompenti sui lavoratori e, come esperienza insegna, provocherà una fuga incontrollata dal mondo del lavoro; giustificata o meno che possa essere tale fuga, chi può dare torto ad una lavoratrice o ad un lavoratore se alla prima occasione “scappa” vedendo che l’asticella per la pensione si alza sempre più, considerando che già oggi è molto alta?

Forse, e più che un forse il nostro è un invito, una richiesta a fermare questa continua e infinita corsa al rialzo dei requisiti per l’accesso alla pensione che, i fatti lo hanno dimostrato, non favorisce nuova occupazione e non aiuta quel ricambio generazionale tanto, e da tutti, auspicato e mai realizzato.

Non è assolutamente nostra intenzione riproporre schemi antichi con l’Eldorado delle pensioni, ma chiediamo di arrestare questa scellerata corsa al rialzo dei requisiti per la pensione; rimodulandoli per favorire nuova occupazione e quel necessario ricambio generazionale che, oltre che auspicarlo, bisogna mettere in atto.

Un ricambio generazionale di cui ha bisogno tutto il mondo del lavoro e in particolare la pubblica amministrazione; ed è a tale scopo che oggi riproponiamo la creazione di un “Fondo di solidarietà e per l’occupazione nella P.A.”.

Proposta già formulata e inviata nel 2015 al Ministro Marianna Madia, che, apprezzandola, si riservò di valutarla nel corso della discussione parlamentare sulla riforma della pubblica amministrazione.

Una proposta che oggi rilanciamo e che, a nostro parere, ha il senso di creare nuova occupazione e favorire quel tanto auspicato ricambio generazionale giovanile e qualificato.

Cordiali saluti.


Il Segretario Generale
Massimo Battaglia

 
APE SOCIALE
Martedì 20 Giugno 2017 09:44

chigiAPE SOCIALE

 

 

Care Amiche, cari Amici

 

con la pubblicazione dei DPCM per la regolamentazione dell’APE Sociale e per i lavoratori “precoci”, oltre a dare corso a questi strumenti, si riapre una ferita per tutto il mondo del lavoro che non si rimarginerà mai; quella ferita prodotta con la riforma delle pensioni targata Monti – Fornero.

 

Una riforma criticata, contestata ma che per le sue modifiche non ha trovato orecchie “governative” sensibili.

 

Come è noto, quella riforma servì a fare cassa e lo fece solo alle spalle dei lavoratori; una riforma che continua a produrre disastri, buon ultima l’ipotesi di aumentare di ulteriori cinque mesi i requisiti di accesso alla pensione con contestuale diminuzione dei coefficienti per il calcolo delle pensioni.

 

Gli interventi recenti, rispetto a quanto necessiterebbe, sono deboli e nel caso dell’APE volontaria sono beffardi oltre che provocatori; per quest’ultimo strumento abbiamo già avuto modo di dimostrare i notevoli danni a cui incorrerebbe un lavoratore nell’ipotesi di ricorso all’APE volontaria.

 

Il nostro giudizio su questi provvedimenti rimane negativo.

 

Come è nostra abitudine, anche in questo caso, abbiamo ritenuto utile fornire agli iscritti alla Confsal UNSA e al quadro dirigente della nostra Organizzazione una semplificazione schematica nella lettura di tali norme; così come facemmo per l’APE volontaria, adesso è il caso dell’APE Sociale.

 

Un lavoro che, oltre ad essere divulgativo, ha anche lo scopo di mostrarci pronti a fornire tutto il supporto necessario a chi vuole beneficiare dell’APE Sociale e si rivolge a noi per avere delle corrette informazioni.

 

 

Certi di farvi cosa gradita vi alleghiamo le schede sull’APE Sociale.

 

 

Un caloroso abbraccio

 

 

Il Segretario Generale

 

Massimo Battaglia

 

Attachments:
FileDescrizioneFile size
Download this file (APE SOCIALE - Schema_1.pdf)APE SOCIALE - Schema_1.pdf 816 Kb
 
INTERVENTO MASSIMO BATTAGLIA - IL SOLE 24 ORE
Venerdì 16 Giugno 2017 09:47

logo il sole 24 oreSul rinnovo dei contratti serve coraggio

di Massimo Battaglia (*)

 

Una direttiva di prospettiva, di grande impegno, politico-sindacale, per trovare il giusto equilibrio delle fonti normative con quelle contrattuali, rispettando gli impegni sulle risorse residue necessarie da appostare nella prossima legge di bilancio. Questo è quello che si chiede alla Ministra Madia che si appresta a inviare all'Aran la direttiva per i rinnovi contrattuali nella Pa.

 

L’utilizzo delle risorse

La previsione della direttiva di riconoscere un trattamento economico specifico per compensare la riduzione o la perdita del bonus fiscale di 80 euro, utilizzando a tale scopo le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali, trova la netta e ferma contrarietà di chi scrive, anche perché sottraendo sempre più risorse non si potrà riconoscere l'incremento contrattuale di 85 euro mensili.

Per salvaguardare il bonus fiscale degli 80 euro serve una estensione al lavoro pubblico delle prerogative previste per i settori privati, neutralizzando il salario di produttività ai fini della determinazione del reddito per averne diritto, e questo non a scapito delle risorse destinate ai rinnovi contrattuali.

Non ci devono essere equivoci circa la destinazione del complesso delle risorse disponibili che dovranno essere utilizzate per salvaguardare il potere di acquisto degli stipendi, fermi dal 2009; e per la contrattazione integrativa, con coraggio, serve liberare le potenzialità delle singole amministrazioni nel reperimento di ulteriori risorse da destinare alla produttività e eliminare i blocchi normativi che invece ne riducono le quantità.

 

Le relazioni sindacali

A proposito di relazioni sindacali, serve più coraggio prevedendo nuove regole per un confronto serio, vero con il sindacato senza sottrarre materie alla contrattazione.

La regolamentazione del rapporto di lavoro non può prescindere dal contratto collettivo nazionale, come la gestione non può essere lasciata alla discrezionalità del dirigente, e ciò vale, ad esempio, per le assenze dovute a terapie salvavita, ai congedi e ai permessi da legge e da contratto, all'articolazione dell'orario di lavoro. E, differentemente da quanto fino a oggi avvenuto, tutto ciò che deriva da modelli organizzativi non definibili in contrattazione, ad esempio turni, reperibilità o posizioni organizzative, per la spesa se ne dovranno fare carico le singole amministrazioni con i propri bilanci.

Premesso che la direttiva non è il contratto colletivo nazionale, chi scrive è pronto al confronto compreso il welfare aziendale; nella consapevolezza, però, che gli 85 euro di incremento sono appena sufficienti per dare dignità a questo rinnovo contrattuale bloccato dal 2009, peraltro subordinato alla prossima legge di bilancio che, data l'incertezza politica, sarà tutta da verificare.

Agli stanziamenti attuali per gli statali, 1,2 miliardi a decorrere dal 2018 pari a all'1,45% del monte salari e a un incremento mensile di 35 euro lordi, dovranno aggiungersi 1,7 miliardi per assicurare gli 85 euro mensili e con la direttiva il Ministro Madia deve essere garante degli accordi firmati con i sindacati.

(*) Segretario Generale Confsal UNSA

 

sul rinnovo dei contratti serve coraggio - massimo battaglia

 
© 2010 Federazione Confsal-UNSA. Tutti i diritti riservati. -