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Federazione Confsal-UNSA
modifiche al D. Lgs. 165/01 – audizione Confsal al Senato
Mercoledì 26 Aprile 2017 09:27

madama01modifiche al D. Lgs. 165/01 – audizione Confsal al Senato

 

Si pubblica in allegato il notiziario relativo all’audizione della Confsal che si è tenuta il 20 aprile u.s. presso il Senato della Repubblica, riguardante le proposte di modifica del D. Lgs. 165/01 presentate dal Governo.

 

Si rendono altresì disponibili i relativi documenti del Senato.

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO N.150/09 – AUDIZIONE CONFSAL ALLA CAMERA – DOCUMENTAZIONE.
Mercoledì 12 Aprile 2017 11:07

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Si invia in allegato, per un’attenta valutazione da parte dei responsabili sindacali di questa Federazione, la documentazione relativa alle proposte di modifica al D. Lgs. 150/09 che il Governo ha presentato alla Camera dei Deputati.

 

 

Si inoltra altresì il comunicato relativo all’audizione della Confsal alla Camera sulla stessa tematica.

 

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

 
IL FALLIMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO E’ UN PROGETTO POLITICO?
Lunedì 27 Marzo 2017 09:55

il fallimento del servizio pubblicoIL FALLIMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO E’ UN PROGETTO POLITICO?

 

 

Una Amministrazione pubblica vecchia o una vecchia Amministrazione pubblica?

 

Clicca qui per leggere l'articolo de LA STAMPA del 27.03.2017

 

 

In Allegato è disponibile la Rassegna Stampa 27.03.2017 su dichiarazioni Segretario Generale UNSA, Massimo Battaglia

 

Può apparire come un gioco di parole, ma non lo è perché nei numeri si rispecchia la volontà dei governi, passati, presenti e futuri, sul progetto politico della “amministrazione pubblica” e che determina quali servizi, quantitativi e qualitativi, si vogliono rendere alla cittadinanza di questo Paese.

 

Sono numeri impietosi, specie quelli sugli occupati nei servizi pubblici e sulla loro età media. Lungi dal pregiudizio che la sola età sia un criterio valido per la rottamazione, riteniamo però intellettualmente onesto riconoscere che, in termini generali, all’avanzare dell’età vi sia una minore propensione all’aggiornamento e alla riqualificazione professionale e che vi siano maggiori difficoltà a stare al passo con l’evoluzione tecnologica dei processi lavorativi.

 

Certo l’esperienza può anche sopperire, a volte, ad altri deficit di conoscenza e/o di familiarità con strumenti informatici ed applicativi sempre più evoluti, ma sappiamo bene che così non si risolve alcun problema, anzi si rischia di consolidare in alcuni casi sacche di potere o prassi negative.

 

C’è bisogno di investimenti nella pubblica amministrazione, per la formazione, e per l’innovazione; ma soprattutto c’è bisogno di quel ricambio generazionale di cui tanto si parla e mai si realizza; i concorsi per l’accesso nella pubblica amministrazione dovrebbero rientrare nella fisiologicità del mercato del lavoro e non essere eventi eccezionali tali da dimostrarsi impraticabili come, per citare un caso, dimostra il recente bando di concorso del Ministero della giustizia per l’assunzione di 800 unità con circa 308.000 partecipanti.

 

C’è un problema occupazionale in un Paese dove è sempre più drammatico, in particolare per i giovani, trovare lavoro; c’è un problema di ricambio generazionale che, oltre sulla quantità, si riflette anche sulla qualità dei servizi.

 

Vediamola questa Amministrazione pubblica:

Nel 2015 si sono persi 224.049 posti di lavoro rispetto al 2012;

Nel 2015 oltre un milione di persone sono ricomprese nella fascia di età che va dai 55 ai 67 anni;

Nel 2015 oltre 500 mila persone hanno una anzianità di servizio nella P.A. che va dai 31 ai 43 anni;

 

nel particolare poi delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici) si evidenzia come:

Il 47,1% del personale (116.796 su un totale di 247.718) abbia una età superiore ai 55 anni, con una punta del 49,1% nei Ministeri;

65.543 persone, pari al 26,5%, abbia una anzianità di servizio che va dai 31 ai 43 anni;

Le cessazioni dal servizio (per limiti di età e per dimissioni con diritto a pensione) nell’anno 2015 siano cresciute dell’84,56% rispetto al 2013.

 

Dall’incrocio di tali dati (età anagrafica e anzianità di servizio), allarmanti nella loro dimensione, e con una proiezione nei prossimi quattro- cinque anni, solo considerando le uscite per limiti di età e per dimissioni con diritto a pensione, appare in tutta la sua evidenza la necessità e l’urgenza di un progetto politico straordinario, serio e concreto, per la Pubblica Amministrazione.

 

 

Possiamo dire, senza alcuna malizia, che si tratta di una emorragia incentivata?

 

Dal blocco del turn over, dal mancato rinnovo dei contratti, dalla frustrazione di un virulento processo mediatico sui lavoratori pubblici fannulloni, da una sovrapproduzione di norme che sempre più burocratizzano i processi lavorativi, ecc.

 

 

Un contesto che non motiva e che spinge gli individui, nel pieno diritto, ad una uscita anche anticipata dal lavoro, utilizzando gli strumenti normativi esistenti: dalla totalizzazione al cumulo dei periodi assicurativi, dall’APE sociale e volontaria, dall’opzione donna, dai benefici per i lavoratori precoci e, benvenuta, l’abolizione delle penalizzazioni.

 

 

L’emorragia quantitativa e qualitativa alla quale saranno sottoposte le Amministrazioni pubbliche non si ferma con i proclami e se si parla di disoccupazione e di come intervenire per lenirla, non c’è alcun dubbio che la Pubblica Amministrazione debba essere parte attiva in questo contesto.

 

 

Se questa emorragia non sarà arrestata, la P.A. non sarà in grado di assicurare i servizi, anche quelli essenziali, alla popolazione. Sarebbe il fallimento dello Stato, non tanto economico ma come progetto politico.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

ps. in allegato sono disponibili le tabelle con i dati

 

 

 
UNSA TV - A TU PER TU - NON SOLO SINDACATO - INTERVISTA CON MASSIMO BATTAGLIA
Mercoledì 05 Aprile 2017 07:54

UNSA TV - A TU PER TU, NON SOLO SINDACATO

 

intervista con Massimo Battaglia, Segretario Generale Federazione Confsal-UNSA.

 

clicca sull'immagine per vedere l'intervista.

 

 

a tu per tu - unsa tv

 
BATTAGLIA: BENI CULTURALI, DALLE SOCIETA’ IN HOUSE AL “VOLONTARIATO”, VERGONGA.
Martedì 14 Marzo 2017 15:21

beni-culturaliBATTAGLIA: BENI CULTURALI, DALLE SOCIETA’ IN HOUSE AL “VOLONTARIATO”, VERGOGNA.

 

«Sono anni che segnaliamo le criticità dell’esternalizzazione dei servizi pubblici, anche mediante l’utilizzo di criticabili società in house; ma l’affidamento all’esterno di mansioni che dovrebbero essere svolte da dipendenti pubblici, arriva ad assumere forme sempre più estreme, fino all’inaccettabile, e ciò è ancora più grave perché lo Stato favorisce e trae beneficio da tutto ciò» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA, che prosegue

 

«Nei giorni scorsi un servizio della RAI ha evidenziato che dietro alcune (immagino non tutte) Associazioni di Volontariato ci sono tante persone che per 400 euro al mese mandano avanti i musei e le biblioteche, facendo turni e dovendo chiedere ferie per assentarsi. Se esiste una legge che permette tutto questo, mi chiedo allora, lo Stato dove è? Nessuno si accorge che ci sono persone che svolgono di fatto un lavoro a condizioni inaccettabili, che vanno oltre la precarietà?»

 

«Siamo davanti a una nuova forma, perversa, di sfruttamento (seppur a carattere volontario, ma dettato dallo stato di necessità), di cui lo Stato sembra essere complice» tuona Massimo Battaglia che aggiunge «oltre agli adempimenti della Magistratura che immagino ci saranno, chiedo al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Ministro Franceschini di verificare questo sistema che è ‘volontariato’ solo nominalmente, ma che nei fatti si configura come un subappalto di forza lavoro per assicurare il funzionamento dei beni culturali».

 

«Visto il 40% di disoccupazione giovanile» sottolinea Battaglia «e la drammatica carenza di personale, abbiamo bisogno di un massiccio programma di assunzioni per affidare a persone regolarmente assunte con concorso pubblico il compito di garantire la fruizione all’utenza dell’immenso patrimonio artistico e culturale italiano, che vale decine di miliardi di euro di incasso all’anno. Se non si affronta politicamente questo sistema» conclude Battaglia «lo Stato continuerà ad esservi colluso. L’UNSA chiede rispetto per la dignità delle persone, specialmente di quelle sfruttate, rispetto per i lavoratori in servizio e il lavoro pubblico, e dice basta alle esternalizzazioni».

 

 

link della trasmissione di RAI 1

 

http://www.raiplay.it/video/2017/03/NEMO-Nessuno-escluso-d2317ad3-76f5-4420-ba7a-35b9fa374d12.html

 

nel menu a destra devi cliccare su 21.43 il dramma dei lavoratori fantasma

 

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