Home
Federazione Confsal-UNSA
PENSIONI: QUOTA 100 E 41 ANNI UNA PRIORITA’, EVITARE LE PENALIZZAZIONI UN’URGENZA.
Lunedì 18 Giugno 2018 09:27

allarme pensioniPENSIONI: QUOTA 100 E 41 ANNI UNA PRIORITA’, EVITARE LE PENALIZZAZIONI UN’URGENZA.

 

 

«Nessuno ne parla, ma l’UNSA lancia l’allarme: dal 1° gennaio 2019 le pensioni saranno penalizzate dell’1,5% in meno. Lo prevede la revisione dei coefficienti di trasformazione della pensione pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 giugno u.s.» rende noto Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

 

 

«Ciò introduce un’ulteriore differenziazione nel nostro sistema pensionistico tra chi va in pensione oggi e chi ci andrà domani, e ciò è uno scandalo che rischia di passare sotto traccia; Per l’UNSA questa revisione al ribasso dei coefficienti di trasformazione rappresenta il segno ulteriore del progressivo indebolimento del nostro sistema previdenziale e dell’intero stato sociale italiano». Afferma Battaglia, che prosegue ed alza il tiro

 

 

«Altro che Flat Tax. Qui si continua ad adottare norme che penalizzano le fasce più deboli della società, coloro che con una pensione già di per sé bassa, sono destinati a soffrire di più questa decurtazione. Per questo -conclude Battaglia- l’UNSA ritiene che il Governo debba intervenire con la massima urgenza eliminando la decurtazione prevista al 1° gennaio 2019, salvaguardando così i cittadini, lavoratori pubblici e privati, che più ne hanno bisogno»

 

In allegato, oltre al comunicato in pdf, anche il documento sullo stesso tema "Penioni, la 24ima ora (del 31 dicembre 2018)", quale approfondimento e posizione politica dell'UNSA.

 

 
Flat Tax: chi ci guadagna?
Venerdì 08 Giugno 2018 11:33

flat tax

 

Flat Tax: chi ci guadagna?

 

 

La prima considerazione, dettata da una reazione di pancia, è che tutti ci sentiamo tartassati dalle tasse e quindi saremmo felici di pagarne di meno, molte di meno tralasciando di pensare, egoisticamente, agli effetti che questo potrebbe comportare sul sistema salute, istruzione, sicurezza, ecc..

 

Si parla di due aliquote, il 15% per i redditi fino a 80.000 euro e il 20% per la parte eccedente tale scaglione; e questo è incontestabile avvantaggia in modo considerevole i redditi più elevati e di quanto lo vedremo con alcuni esempi.

 

Se reddito familiare o reddito individuale si vedrà, partendo comunque da una constatazione che nell’uno o nell’altro caso per i nuclei familiari monoreddito la flat tax potrebbe rivelarsi un boomerang; fra l’altro, a tal proposito, sarebbe interessante analizzare le caratteristiche socio-economiche dei nuclei familiari per area geografica (nord-sud-isole).

 

Giusto per chiarezza è utile rammentare il dettato costituzionale:

 

“Articolo 53 - Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

 

Il detto buono per l’occasione potrebbe essere: “a caval donato non si guarda in bocca”; dopodiché è bene capire cosa succede confrontando “ieri” con “domani” utilizzando le incomplete informazioni che si hanno sull’argomento Flat Tax per il “domani”.

 

Partiamo prendendo atto delle dichiarazioni dei proponenti la Flat Tax sulla sua sostenibilità e, ipotizzando che non sarà modificato il concetto giuridico-fiscale di reddito imponibile, che la sua fattibilità è legata ad una semplificazione estrema del sistema delle detrazioni (per i nostri esempi: azzeramento delle detrazioni da lavoro dipendente e delle detrazioni per i familiari a carico), e andiamo a vedere prima la platea dei contribuenti e poi i beneficiari.

 

Nel nostro Paese i contribuenti sono 40.872.080 così suddivisa per macro classi di reddito:

 

24.253.300 contribuenti (59,3%) con redditi fino a € 20.000

 

11.676.299 contribuenti (28,6%) con redditi da € 20.000 a € 35.000

 

2.787.044 contribuenti (6,8%) con redditi da € 35.000 a € 50.000

 

2.155.437 contribuenti (5,3%) con redditi oltre € 50.000;

 

di cui 21.191.758 lavoratori dipendenti così suddivisi:

 

10.779.070 contribuenti (50,9%) con redditi fino € 20.000

 

7.459.986 contribuenti (35,2%) con redditi da € 20.000 a € 35.000

 

1.710.901 contribuenti (8,1%) con redditi da € 35.000 a € 50.000

 

1.241.801 contribuenti (5,9%) con redditi oltre e 50.000.

 

 

Per gli esempi che seguono nelle tabelle ci riferiamo al mondo del lavoro che rappresentiamo, quello pubblico ma che non si discosta dal resto della platea dei contribuenti, e per le classi di reddito più che maggioritarie (dai 20.000 ai 35.000 euro) dove è più che mai evidente la necessità che alla Flat Tax siano abbinati dei correttivi per evitare che con il nuovo sistema si paghi più di prima e che, soprattutto, a pagare non siano i nuclei familiari con più componenti a carico.

 

In tale contesto non va dimenticato il beneficio degli 80 euro del credito fiscale per i redditi fino € 26.600, non considerato nelle tabelle, che si presume verrebbe superato nel nuovo sistema, con un risparmio di 10 miliardi di euro, ma che nelle risultanze finali della Flat Tax non può non essere salvaguardato.

 

A integrazione di quanto si diceva prima della ipotesi di introduzione del “reddito familiare”, con tutti dubbi del caso, questo potrebbe in qualche modo sanare alcune anomalie dove i redditi individuali dei singoli componenti il nucleo familiare rientrassero nelle classi di reddito penalizzati dalla Flat Tax.

 

Detto quanto sopra e ipotizzando che il “nuovo sistema” non nasca solo per dare più soldi a chi ha un reddito elevato e quantomeno salvaguardando anche gli altri contribuenti, tocca fare i conti con le risorse disponibili.

 

Se l’ipotesi della semplificazione del sistema fosse quella di intervenire sulle detrazioni da lavoro dipendente (42,1 miliardi di euro) e sulle detrazioni per i familiari a carico (12,6 miliardi di euro) e considerando che queste risorse si concentrano prevalentemente sulle classi di reddito fino ai 35.000 euro, e non volendo far pagare più tasse di prima a questi lavoratori, si pone la necessità di reperire risorse nuove e si pone il problema del perché queste risorse non vengano redistribuite per far pagare meno tasse ai redditi più bassi.

 

NEL COMUNICATO ALLEGATO, SONO DISPONIBILI TUTTE LE TABELLE DI ANALISI.

 

Attachments:
FileDescrizioneFile size
Download this file (flat tax chi ci guadagna.pdf)flat tax chi ci guadagna.pdf 220 Kb
 
1 maggio CONFSAL -manifestazione a NAPOLI per il LAVORO
Mercoledì 02 Maggio 2018 14:48

1 maggio 2018 confsal - napoli 16Si trasmette il Comunicato della Confsal relativo al successo della manifestazione del 1 maggio a Napoli a tutela del lavoro, pubblico e privato.

 

 

CONFSAL: GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 1° MAGGIO A NAPOLI

20.000 PERSONE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

 

Napoli, 2 maggio. Grande successo della manifestazione nazionale organizzata a Napoli dalla Confsal in occasione del 1° maggio. 20mila persone, giunte da tutta Italia - in rappresentanza di tutte le federazioni del pubblico, del privato impiego e della sicurezza - si sono ritrovate ieri mattina in Piazza del Plebiscito per celebrare la Giornata del lavoro. Tema: Il lavoro riparte dal Sud. Nel pomeriggio, durante il concerto live, si è arrivati a contare più di 30mila persone.

L’accoglienza della città è stata calorosa, a cominciare dai saluti del primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che nel suo intervento di saluto ha ringraziato la Confsal per aver posto all’attenzione nazionale un tema prioritario per la crescita del Paese e per averlo fatto proprio.

 

“Non siamo qui per recriminare su quello che non è stato fatto – ha dichiarato il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, raccogliendo le istanze del sindaco partenopeo –, ma per essere propositivi e fattivi. Sono convinto che la crescita del Sud sia essenziale per la crescita del Paese. Il Mezzogiorno ha tante eccellenze ma deve recuperare il divario con il resto dell’economia italiana. Facendo appello a tutte le sue risorse, esso può e deve sviluppare una velocità di crescita di gran lunga superiore a quella nazionale. Deve correre! E così, non rappresenterebbe più un fattore di squilibrio ma un vero pilastro economico, un punto di forza del Sistema Paese”.

 

La Confsal ha preso l’impegno di collaborare, a fianco delle amministrazioni locali, a un Rinascimento legale del Sud, che parta dalla centralità dell’istruzione e, in particolare, dalla scuola. La Confsal si è anche impegnata su due versanti che sono la ragione di esistenza, oggi, dell’essere sindacato: la professionalizzazione dei lavoratori, puntando sulla leva della formazione (è stata lanciata da Napoli la Fabbrica delle competenze); e la contrattazione di qualità. In particolare, la confederazione autonoma vincolerà le associazioni datoriali firmatarie dei suoi contratti a espellere le aziende che non garantiscano rispetto, tutela e sicurezza dei propri lavoratori. Tutto questo, accogliendo, al contempo, le esigenze di produttività e di competitività delle imprese e contemperandole in quella che Margiotta ha chiamato la nuova “lobby del lavoro” al servizio della crescita del Paese.

 

 

 

La manifestazione ha visto una grande partecipazione di iscritti dell’UNSA.

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 19

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 20

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 21

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio 2018 confsal - napoli 6

 

 

 
BATTAGLIA: “AL NUOVO GOVERNO CHIEDIAMO CONTRATTO, PENSIONI ED EQUITA’ FISCALE”
Giovedì 07 Giugno 2018 11:47

contratto pensioni equit fiscaleBATTAGLIA: “AL NUOVO GOVERNO CHIEDIAMO

CONTRATTO, PENSIONI ED EQUITA’ FISCALE”

 

«Parte una nuova Legislatura che si preannuncia in discontinuità con il passato. Se lo augurano tutti i lavoratori pubblici, stanchi di essere attaccati, svalorizzati e ritenuti il primo problema del paese» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA

 

«Al nuovo Governo chiediamo 3 cose semplici.

 

Individuare risorse economiche per il nuovo contratto 2019-2021 e per la riforma del sistema classificatorio del personale delle funzioni centrali. È assolutamente necessario -dopo il blocco contrattuale 2010-2018- rientrare in una normale logica negoziale che rispetti la triennalità della vigenza contrattuale.

 

Attuare il programma di governo sulle pensioni, consentendo l’accesso al sistema pensionistico a quota 100 o 41 anni di anzianità contributiva, senza deroghe. Inoltre ci auguriamo che venga effettivamente realizzato un altro obiettivo di Governo –già da tempo richiesto dall’UNSA- vale a dire la separazione tra previdenza e assistenza.

 

Realizzare una riforma della fiscalità che sia equa e volta a salvaguardare le fasce reddituali più deboli»

 

Battaglia conclude «Attendiamo con ansia che il nuovo Governo ora passi dalle parole ai fatti, confidando nella volontà politica di costruire una pubblica amministrazione capace di rispondere ai bisogni, spesso essenziali, dei cittadini e incentrata sui lavoratori pubblici, senza i quali tutta la macchina dello Stato si fermerebbe».

Attachments:
FileDescrizioneFile size
Download this file (CONTRATTO PENSIONI EQUITA' FISCALE.pdf)CONTRATTO PENSIONI EQUITA' FISCALE.pdf 102 Kb
 
VITTORIA! RSU 2018
Martedì 24 Aprile 2018 17:04

COMPARTO FUNZIONI CENTRALI
VITTORIA!

 

COMUNICATO DEL 20 APRILE 2018

 

“Dai primi dati in nostro possesso riceviamo dai lavoratori dei Ministeri, Agenzie Fiscali,

Enti Pubblici non Economici uno straordinario suffragio di voti

che ci rendono ancora più forti e determinati sulle nostre iniziative sindacali.


Di questo non posso che ringraziare tutti, dai Segretari ai Responsabili Sindacali

ma soprattutto i Lavoratori che con il loro voto hanno dato forza

alla più grande Federazione Autonoma del Comparto Funzioni Centrali.


Questo voto importante darà a noi energia per cambiare la P.A.,

mettere i lavoratori al centro di questo cambiamento e

ridare il rispetto dovuto a chi lavora per lo Stato.”


Battaglia conclude: Grazie! Grazie! Grazie!

 

 

Attachments:
FileDescrizioneFile size
Download this file (comunicato 20 aprile 2018 def.pdf)comunicato 20 aprile 2018 def.pdf 66 Kb
 
© 2010 Federazione Confsal-UNSA. Tutti i diritti riservati. -