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Federazione Confsal-UNSA
Comunicato n. 67 - comunicazione organizzativa
Giovedì 29 Luglio 2010 11:55

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CHIUSURA SEDE PER PAUSA ESTIVA

 

 

In concomitanza con l’interruzione dell’attività politica del Parlamento durante il mese di agosto, gli uffici della Segreteria Generale saranno chiusi per la pausa estiva dal 3 al 27 agosto p.v.

Rinnovando gli auguri a tutti voi e alle vostre famiglie di trascorrere ferie serene, ove non già fruite, colgo  l’occasione per porgere cordiali saluti.

 

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Comunicato n. 66 - un anno di attività
Mercoledì 28 Luglio 2010 14:36

logo-unsaAmici,

con la prossima sospensione dell’attività parlamentare per la pausa estiva, è doverosa una a valutazione di quanto accaduto in questo anno e una riflessione sui risultati conseguiti.

È stato un anno difficile, non meno di quelli che lo hanno preceduto. Non dimentichiamo il D.L. 112-08 e i suoi effetti, il Decreto Legislativo n. 150-09, e la recente e durissima manovra economica del D.L. n. 78-10 in fase di conversione in Legge.

I pesanti provvedimenti normativi si sono sviluppati entro una cornice di difficoltà economica internazionale, aggravati recentemente dal vacillare della zona euro.

Per contrastare le norme più vessatorie previste dal governo abbiamo utilizzato una pluralità di strumenti che denotano la capacità di un sindacato di svolgere autorevolmente il proprio ruolo, sia rispetto ai lavoratori che ha l’onore di rappresentare, che davanti alla controparte politica.

Per soffermarci solo sull’azione sviluppata per modificare la “manovra”, abbiamo responsabilmente percorso la strada del confronto, senza chiedere sacrifici economici, di per sé molto difficili in questo periodo, ai lavoratori, evitando pertanto di riempire le piazze con manifestazioni di sciopero, che –laddove sono state fatte- hanno testimoniato piuttosto la ritrosia dei lavoratori a partecipare a questi metodi di lotta.

Abbiamo invece condotto un’operazione coerente e costante di pressione politica e mediatica, attraverso contatti diretti con parlamentari di maggioranza e minoranza e con articoli su quotidiani che riportavano le nostre richieste all’autorità politica.

Con l’impegno, il dialogo, il confronto e le contro-proposte costruttive siamo riusciti a scongiurare il blocco totale dei trattamenti economici dei dipendenti al livello goduto da ciascuno al 2010: siamo riusciti a rendere flessibile la parte accessoria del salario, in modo che il CUD del 2011 di un dipendente potrà essere maggiore di quello del 2010.

Ma la conversione in Legge del D.L. n. 78-10 non esaurisce le questioni prioritarie che compongono l’agenda politica e quella politico-sindacale.

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Comunicato n. 65 - Circolare n. 7/10 sulla Contrattazione Integrativa
Lunedì 19 Luglio 2010 13:57

palazzo vidoniSulla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15.07.2010, è stata pubblicata la Circolare n. 7 della  Funzione Pubblica, relativa alla contrattazione integrativa e agli indirizzi applicativi del decreto legislativo n. 150/2009 da seguirsi da parte delle Amministrazioni Pubbliche.

Trasmettiamo per doverosa informazione il testo della Circolare in argomento.

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Rivista Confsal-Unsa n. 9 - del 20.072010
Martedì 20 Luglio 2010 16:59

 

rivista_smallAmici,

il voto di fiducia espresso dal Senato sulla Legge di conversione del D.L. 78/10, segna un momento importante nella stagione politico sindacale.

Abbiamo profuso ogni sforzo per cercare di arginare gli effetti nefasti che ancora una volta colpiscono il pubblico impiego, sotto attacco mediatico e normativo oramai da anni.

Il testo originario del D.L. n. 78/10 è stato modificato anche in virtù dei lavori in Commissione Bilancio del Senato che ha recepito alcune delle nostre istanze. Tali modifiche, pur non salvando il testo novellato dalla giusta accusa di essere sempre iniquo e durissimo, ne migliorano in qualche modo l’impatto sul pubblico impiego.

Ho qui raccolto alcune delle principali domande che i nostri iscritti, e i lavoratori in generale, si sono fatti durante questo periodo per chiarire, nero su bianco, sulla base di una volontà di trasparenza assoluta, le risposte che la Federazione Confsal-Unsa sulle principali questioni del momento.

 

 

La crisi è reale o è solo uno spauracchio per legittimare misure socialmente impopolari?

La crisi non è un’invenzione politica. Se vogliamo essere precisi, si dovrebbe in realtà parlare di "più" crisi che si intrecciano e che riverberano contemporaneamente i loro effetti sul mercato e sulla popolazione.

Esiste una crisi del sistema paese che ci portiamo avanti da decenni, senza riuscire a risolverla, perdendo ogni occasione per investire quote sufficienti di PIL per formazione e ricerca, leve strategiche vitali per sperare in una ripresa di medio-lungo periodo.

Esiste una crisi della zona euro, aggravata dalla timidezza con cui le classi politiche dei paesi europei hanno affrontato e stanno affrontando le sfide dell’Unione, non riuscendo a creare i necessari sistemi di governance idonei a scongiurare crisi future. Non ne parla più nessuno da settimane, ma l’operazione di salvataggio della Grecia costa una cifra spaventosa all’Italia, e grava sulle tasche di tutti noi. Eppure chi ritiene sbagliato l’intervento di aiuto, pensando al suo tornaconto, compie un grave errore, non comprendendo che i destini non solo storici, ma economico-finanziari dei paesi della zona euro sono così legati tra loro che il crollo di un paese significa il fallimento di tutta la zona euro, con ripercussioni facili da immaginare.

Esiste poi una crisi internazionale, segnata da una riallocazione di risorse, da una frenesia dei mercati finanziari, dalla ferocia e dalla volatilità degli strumenti speculativi, dal tentativo di raggiungere un nuovo equilibrio che ridisegni gli scenari del potere economico e politico su scala planetaria, con l’emersione di nuove potenze e il declino di quelle vecchie.

In questa situazione, che per molti versi travalica la capacità e la possibilità di azione di ogni governo nazionale, intervenire per dare stabilità alla propria economica, con misure di risanamento, è una strada necessaria. Costosa per tutti, ma necessaria. Lo diciamo con senso di responsabilità quindi: la manovra è stata una necessità, seppur ribadiamo che poteva essere costruita in modo migliore.

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Comunicato n. 64 - Il Senato approva la manovra con voto di fiducia
Giovedì 15 Luglio 2010 10:55

senatoLo avevamo annunciato nei giorni scorsi.

Il Senato nella mattinata di oggi ha approvato con il voto di fiducia il maxi-emendamento presentato dal governo per la conversione in legge del D.L. n. 78/10 (“c.d. manovra di giugno”).

Il maxi-emendamento recepisce i risultati prodotti dalla Commissione Bilancio del Senato e apporta dei cambiamenti al testo originale del Decreto Legge.

Rimane immutato il blocco del contratto per la tornata 2010-2012, ma vengono recepite alcune importanti richieste su cui ci siamo battuti incessantemente in queste frenetiche settimane.

Siamo riusciti a dimostrare l’illogicità e l’iniquità di alcune previsioni, tra cui ad esempio quella del limite assoluto del trattamento economico fissato dal Decreto Legge al livello percepito da ciascun dipendente nel 2010.

In sede di conversione sono state così accolte alcune delle nostre richieste: per gli anni dal 2011 sarà possibile superare il trattamento economico goduto nel 2010 in virtù di eventi straordinari della dinamica retributiva, come le variazioni dipendenti da eventuali arretrati e il conseguimento di funzioni diverse in corso dell’anno. Sia con incontri diretti con parlamentari della maggioranza e della minoranza, sia a mezzo stampa, sia con i nostri comunicati abbiamo ripetutamente messo in evidenza l’opportunità di una modifica di questo tipo anche per consentire la gestione della vita quotidiana in ogni amministrazione, e riconoscere ai singoli dipendenti quelle indennità particolari (ad esempio il maneggio valori) legate a mansioni svolte nel 2011, anche se nel 2010 non avevano svolto tali attività.

Il tetto del trattamento economico del 2010 dovrà essere considerato anche al netto di malattie, maternità, missioni svolte all’estero ed effettiva presenza in servizio.

La nostra battaglia per passare da un approccio individualizzato del trattamento accessorio ad uno collettivo ha avuto successo, stante l’introduzione del comma 2-bis all’art. 9 che fa riferimento a «l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale». La norma blocca tale ammontare complessivo ai valori del 2010 e quindi non fa riferimento al trattamento individuale, lasciando aperta la gestione e la ripartizione dei Fondi a seconda dei criteri fissati con il personale.

Continuiamo a esprimere la nostra più ferma contrarietà a misure che impediscono ai pubblici dipendenti di avere un contratto per 2010-2012 e adeguamenti salariali almeno in linea con l’aumento del costo della vita.

 

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