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Rivista Confsal-Unsa n. 9 - del 20.072010
Martedì 20 Luglio 2010 16:59

 

rivista_smallAmici,

il voto di fiducia espresso dal Senato sulla Legge di conversione del D.L. 78/10, segna un momento importante nella stagione politico sindacale.

Abbiamo profuso ogni sforzo per cercare di arginare gli effetti nefasti che ancora una volta colpiscono il pubblico impiego, sotto attacco mediatico e normativo oramai da anni.

Il testo originario del D.L. n. 78/10 è stato modificato anche in virtù dei lavori in Commissione Bilancio del Senato che ha recepito alcune delle nostre istanze. Tali modifiche, pur non salvando il testo novellato dalla giusta accusa di essere sempre iniquo e durissimo, ne migliorano in qualche modo l’impatto sul pubblico impiego.

Ho qui raccolto alcune delle principali domande che i nostri iscritti, e i lavoratori in generale, si sono fatti durante questo periodo per chiarire, nero su bianco, sulla base di una volontà di trasparenza assoluta, le risposte che la Federazione Confsal-Unsa sulle principali questioni del momento.

 

 

La crisi è reale o è solo uno spauracchio per legittimare misure socialmente impopolari?

La crisi non è un’invenzione politica. Se vogliamo essere precisi, si dovrebbe in realtà parlare di "più" crisi che si intrecciano e che riverberano contemporaneamente i loro effetti sul mercato e sulla popolazione.

Esiste una crisi del sistema paese che ci portiamo avanti da decenni, senza riuscire a risolverla, perdendo ogni occasione per investire quote sufficienti di PIL per formazione e ricerca, leve strategiche vitali per sperare in una ripresa di medio-lungo periodo.

Esiste una crisi della zona euro, aggravata dalla timidezza con cui le classi politiche dei paesi europei hanno affrontato e stanno affrontando le sfide dell’Unione, non riuscendo a creare i necessari sistemi di governance idonei a scongiurare crisi future. Non ne parla più nessuno da settimane, ma l’operazione di salvataggio della Grecia costa una cifra spaventosa all’Italia, e grava sulle tasche di tutti noi. Eppure chi ritiene sbagliato l’intervento di aiuto, pensando al suo tornaconto, compie un grave errore, non comprendendo che i destini non solo storici, ma economico-finanziari dei paesi della zona euro sono così legati tra loro che il crollo di un paese significa il fallimento di tutta la zona euro, con ripercussioni facili da immaginare.

Esiste poi una crisi internazionale, segnata da una riallocazione di risorse, da una frenesia dei mercati finanziari, dalla ferocia e dalla volatilità degli strumenti speculativi, dal tentativo di raggiungere un nuovo equilibrio che ridisegni gli scenari del potere economico e politico su scala planetaria, con l’emersione di nuove potenze e il declino di quelle vecchie.

In questa situazione, che per molti versi travalica la capacità e la possibilità di azione di ogni governo nazionale, intervenire per dare stabilità alla propria economica, con misure di risanamento, è una strada necessaria. Costosa per tutti, ma necessaria. Lo diciamo con senso di responsabilità quindi: la manovra è stata una necessità, seppur ribadiamo che poteva essere costruita in modo migliore.

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Quali sono gli aspetti che abbiamo contestato del D.L. n. 78/10 e per i quali abbiamo chiesto una modifica in sede di conversione?

Molti sono gli aspetti della manovra economica che ci vedono contrari.

La cancellazione con un tratto di penna della contrattazione per la tornata 2010-2012. Il blocco degli stipendi ai valori del 2010. Le misure pensionistiche che fanno slittare la fruizione dell’assegno pensionistico di 12 mesi dal momento in cui si maturano i requisiti. L’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, misura introdotta dal maxi-emendamento presentato dal governo. Il blocco del turn over. Gli ennesimi tagli alle risorse per i ministeri. Il taglio alla formazione del personale. Gli insufficienti risparmi su molteplici voci, tra le quali le auto blu (riduzione del solo 20%).

 

Perché la Federazione Confsal-Unsa, in linea con la politica sindacale scelta dalla Confsal, non ha indetto lo sciopero contro la manovra?

Chi si informa e chi ci legge sa la risposta, ma la ribadiamo ancora una volta.

Abbiamo denunciato vigorosamente la manovra, ma davanti alla scelta se attivare le procedure di sciopero o intraprendere azioni di dialogo con l’autorità per mitigare gli effetti nefasti del D.L. n. 78/10 abbiamo scelto la strada dell’interesse concreto dei lavoratori, che sempre orienta ogni nostro sforzo.

È facile fare gli alfieri della giustizia, specie se è sulla pelle degli altri; è facile sbandierare proclami demagogici, invocando la lesa maestà, se a pagare il conto è qualcun altro. Ma la nuda realtà è che scioperare oggi incide per una quota considerevole sul budget già magro delle famiglie. Lo dimostra il progressivo calo di adesioni allo sciopero che la stessa CGIL ha potuto verificare, per non parlare di quello indetto dalla UIL che per mascherare la minima presenza ha svolto la manifestazione in una sala congressi.

Oggi l’azione sindacale che vuole fare il vero interesse dei lavoratori passa molto lontano dalle piazze. Chi sa fare sindacato, sa capire il momento storico in cui si muove e sa utilizzare gli strumenti di lotta migliori a seconda delle condizioni. Abbiamo scelto così di privilegiare l’arte del dialogo, consapevoli di avere a disposizione ragioni forti e proposte alternative.

 

Quali successi abbiamo conseguito?

Sin da subito abbiamo denunciato la profonda illogicità della norma del D.L. n. 78/10 secondo cui ogni dipendente pubblico non avrebbe potuto godere di un trattamento economico superiore a quello goduto nel 2010. Sia in incontri con parlamentari della maggioranza e della minoranza, sia a mezzo stampa, sia attraverso comunicati e la Rivista della Federazione, abbiamo ribadito la necessità di modificare questa norma, sottolineando la convergenza in tal senso sia delle Amministrazioni che dei dipendenti.

Con soddisfazione possiamo dire che il lavoro su questo versante ha pagato, ed è stato un successo che i colleghi potranno misurare già dal gennaio prossimo.

Per prima cosa abbiamo scongiurato la creazione di un tetto della parte accessoria del salario individuale, che continua a rimanere variabile. Ciò significa che anche lo stipendio in senso lato non sarà limitato necessariamente ai valori goduti al 2010, ma potrà superare tali livelli. In sostanza, il CUD del 2011 e degli anni a venire potrà essere superiore al CUD del 2010.

Inoltre abbiamo scongiurato un approccio "individualizzato" al capitolo "salario accessorio", facendo affermare invece un approccio "collettivo". La norma infatti prevede che il tetto ai valori del 2010 non sia riferito al salario accessorio del singolo dipendente, ma che sia riferito alle risorse destinate al trattamento accessorio del personale delle singole amministrazioni.

 

Vi è la possibilità ad oggi di modificare ulteriormente la manovra?

Dopo l’approvazione del Senato, la manovra è ora all’attenzione della Camera. La Federazione Confsal-Unsa non vende fumo. Non lo ha mai fatto e non inizierà certo oggi. Per questo, realisticamente, pensiamo che sarà estremamente difficile riuscire ad apportare ulteriori modifiche al testo già modificato dal Senato. Una modifica alla Camera comporterebbe infatti un nuovo passaggio della manovra al Senato, da realizzarsi entro la data di scadenza del D.L. n. 78/10 prevista per la fine del mese. Inoltre il voto alla Camera avverrà su un testo blindato dalla posizione della questione di fiducia da parte del governo.

Ciò non significa che ci diamo per vinti e che consideriamo esaurito il nostro compito sindacale. Continueremo a esprimere la nostra contrarietà al trattamento riservato ai pubblici dipendenti in ogni sede, sia negli incontri istituzionali, sia attraverso i media. Nella consapevolezza inoltre che le nostre proposte potranno essere accolte anche in un momento successivo attraverso una norma che superi la disposizione attuale. Continueremo pertanto a richiedere l’apertura dei contratti 2010-2012 una volta verificate le maggiori entrate al 2011 derivate da una seria lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

 
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