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Contratti pubblici, reddito netto e bonus fiscale
Lunedì 26 Marzo 2018 14:32

contratto reddito bonusContratti pubblici, reddito netto e bonus fiscale

 

Fonti autorevoli in questi ultimi giorni stanno provando a dimostrare, con tabelle e grafici più o meno colorati, i supposti effetti anomali della ripartizione delle risorse economiche nei rinnovi contrattuali 2016-2018 nei vari Comparti della pubblica amministrazione.

In particolare viene puntato il dito sul trattamento economico denominato “elemento perequativo” destinato, in diverse entità, solo ad alcune categorie di personale.

 

Senza costringere nessuno a perdersi nei meandri della determinazione delle retribuzioni medie di Comparto o, ancora meglio, di Settore nell’ambito dello stesso Comparto, come può essere il caso del Comparto Funzioni Centrali dove coesistono sette differenziate retribuzioni medie, è utile puntualizzare che nel Comparto Funzioni Centrali, differentemente da quanto affermato da alcuni, la retribuzione media più bassa si riscontra nel Settore Ministeri, ragione per la quale in questo Settore si è stati indotti ad attribuire l’intero incremento agli stipendi tabellari, fra l’altro in valori omogenei agli altri Settori, senza poter riversare alcuna risorsa alla contrattazione integrativa.

 

Ricordiamo che per prassi e, soprattutto, per forza di legge l’incremento medio del rinnovo contrattuale, frutto di una percentuale applicata ad una retribuzione media di Comparto e/o di Settore, è (o dovrebbe essere) destinato in parte agli stipendi tabellari e in parte alla contrattazione integrativa; un modello che si tramanda dal primo CCNL sottoscritto nel 1995 e che ha sostanzialmente trovato riscontro anche nel CCNL 2016-2018.

 

È altrettanto utile rammentare che la discussione sul perché e sul come tutelare i redditi più bassi nasce dalle distorsioni conseguenti al modello utilizzato per il riconoscimento del “bonus fiscale di 80 euro”; una distorsione acuita, in particolare nel mondo del lavoro pubblico, dai mancati rinnovi contrattuali protrattisi fino ad oggi dal lontano 2009.

 

Sin dall’avvio dei primi incontri all’Aran si è posto il problema della correlazione fra incremento del reddito da rinnovo contrattuale e contestuale riduzione/perdita degli 80 euro del credito fiscale alla cui soluzione le parti in causa ritenevano dovesse dare soluzione il Governo (datore di lavoro!) con una modifca della specifica normativa fiscale o destinando maggiori stanziamenti ai rinnovi contrattuali.

 

[...] testo completo in allegato

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