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L'UNSA SULLA STAMPA
Lunedì 18 Settembre 2017 14:11

 

unsa sulla stampa

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requisiti per l’accesso al sistema pensionistico e ricambio generazionale nella PA.
Lunedì 19 Giugno 2017 13:17

 

madia1requisiti per l’accesso al sistema pensionistico e ricambio generazionale nella PA.

 

Al Ministro per la Funzione Pubblica

Marianna MADIA

 

Al Ministro del Lavoro

Giuliano POLETTI

 

Al Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati

On. Cesare Damiano,

 

Ai Gruppi Parlamentari

 

Dalle notizie rimbalzate dagli organi di stampa risulterebbe un incremento di cinque mesi delle speranze di vita degli italiani.

Questo, stando all’attuale normativa del sistema pensionistico, dal 1° gennaio 2019 avrebbe l’effetto di portare i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, per uomini e donne, a 67 anni di età e per l’accesso alla pensione anticipata una anzianità contributiva di 43 anni e 3 mesi per gli uomini e di 42 anni e 3 mesi per le donne.

Un dato eclatante, guardando l’andamento a partire dal 1° gennaio 2012 le aspettative di vita, e così i requisiti per l’accesso alla pensione, crescerebbero di tredici mesi per gli uomini e di quattordici mesi per le donne.

Un dato che, senza polemica alcuna, appare inverosimile vivendo una realtà socio-economica del nostro Paese che appare immutata, se non peggiorata, rispetto agli anni precedenti.

Un dato, a nostro parere ingiustificato, che avrà effetti dirompenti sui lavoratori e, come esperienza insegna, provocherà una fuga incontrollata dal mondo del lavoro; giustificata o meno che possa essere tale fuga, chi può dare torto ad una lavoratrice o ad un lavoratore se alla prima occasione “scappa” vedendo che l’asticella per la pensione si alza sempre più, considerando che già oggi è molto alta?

Forse, e più che un forse il nostro è un invito, una richiesta a fermare questa continua e infinita corsa al rialzo dei requisiti per l’accesso alla pensione che, i fatti lo hanno dimostrato, non favorisce nuova occupazione e non aiuta quel ricambio generazionale tanto, e da tutti, auspicato e mai realizzato.

Non è assolutamente nostra intenzione riproporre schemi antichi con l’Eldorado delle pensioni, ma chiediamo di arrestare questa scellerata corsa al rialzo dei requisiti per la pensione; rimodulandoli per favorire nuova occupazione e quel necessario ricambio generazionale che, oltre che auspicarlo, bisogna mettere in atto.

Un ricambio generazionale di cui ha bisogno tutto il mondo del lavoro e in particolare la pubblica amministrazione; ed è a tale scopo che oggi riproponiamo la creazione di un “Fondo di solidarietà e per l’occupazione nella P.A.”.

Proposta già formulata e inviata nel 2015 al Ministro Marianna Madia, che, apprezzandola, si riservò di valutarla nel corso della discussione parlamentare sulla riforma della pubblica amministrazione.

Una proposta che oggi rilanciamo e che, a nostro parere, ha il senso di creare nuova occupazione e favorire quel tanto auspicato ricambio generazionale giovanile e qualificato.

Cordiali saluti.


Il Segretario Generale
Massimo Battaglia

 
INTERVENTO MASSIMO BATTAGLIA - IL SOLE 24 ORE
Venerdì 16 Giugno 2017 09:47

logo il sole 24 oreSul rinnovo dei contratti serve coraggio

di Massimo Battaglia (*)

 

Una direttiva di prospettiva, di grande impegno, politico-sindacale, per trovare il giusto equilibrio delle fonti normative con quelle contrattuali, rispettando gli impegni sulle risorse residue necessarie da appostare nella prossima legge di bilancio. Questo è quello che si chiede alla Ministra Madia che si appresta a inviare all'Aran la direttiva per i rinnovi contrattuali nella Pa.

 

L’utilizzo delle risorse

La previsione della direttiva di riconoscere un trattamento economico specifico per compensare la riduzione o la perdita del bonus fiscale di 80 euro, utilizzando a tale scopo le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali, trova la netta e ferma contrarietà di chi scrive, anche perché sottraendo sempre più risorse non si potrà riconoscere l'incremento contrattuale di 85 euro mensili.

Per salvaguardare il bonus fiscale degli 80 euro serve una estensione al lavoro pubblico delle prerogative previste per i settori privati, neutralizzando il salario di produttività ai fini della determinazione del reddito per averne diritto, e questo non a scapito delle risorse destinate ai rinnovi contrattuali.

Non ci devono essere equivoci circa la destinazione del complesso delle risorse disponibili che dovranno essere utilizzate per salvaguardare il potere di acquisto degli stipendi, fermi dal 2009; e per la contrattazione integrativa, con coraggio, serve liberare le potenzialità delle singole amministrazioni nel reperimento di ulteriori risorse da destinare alla produttività e eliminare i blocchi normativi che invece ne riducono le quantità.

 

Le relazioni sindacali

A proposito di relazioni sindacali, serve più coraggio prevedendo nuove regole per un confronto serio, vero con il sindacato senza sottrarre materie alla contrattazione.

La regolamentazione del rapporto di lavoro non può prescindere dal contratto collettivo nazionale, come la gestione non può essere lasciata alla discrezionalità del dirigente, e ciò vale, ad esempio, per le assenze dovute a terapie salvavita, ai congedi e ai permessi da legge e da contratto, all'articolazione dell'orario di lavoro. E, differentemente da quanto fino a oggi avvenuto, tutto ciò che deriva da modelli organizzativi non definibili in contrattazione, ad esempio turni, reperibilità o posizioni organizzative, per la spesa se ne dovranno fare carico le singole amministrazioni con i propri bilanci.

Premesso che la direttiva non è il contratto colletivo nazionale, chi scrive è pronto al confronto compreso il welfare aziendale; nella consapevolezza, però, che gli 85 euro di incremento sono appena sufficienti per dare dignità a questo rinnovo contrattuale bloccato dal 2009, peraltro subordinato alla prossima legge di bilancio che, data l'incertezza politica, sarà tutta da verificare.

Agli stanziamenti attuali per gli statali, 1,2 miliardi a decorrere dal 2018 pari a all'1,45% del monte salari e a un incremento mensile di 35 euro lordi, dovranno aggiungersi 1,7 miliardi per assicurare gli 85 euro mensili e con la direttiva il Ministro Madia deve essere garante degli accordi firmati con i sindacati.

(*) Segretario Generale Confsal UNSA

 

sul rinnovo dei contratti serve coraggio - massimo battaglia

 
INPS, CALANO I TASSI DEI MUTUI, COME RICHIESTO DALL'UNSA
Mercoledì 07 Giugno 2017 12:54

inps abbassa i tassi dei mutui

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IL FALLIMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO E’ UN PROGETTO POLITICO?
Lunedì 27 Marzo 2017 09:55

il fallimento del servizio pubblicoIL FALLIMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO E’ UN PROGETTO POLITICO?

 

 

Una Amministrazione pubblica vecchia o una vecchia Amministrazione pubblica?

 

Clicca qui per leggere l'articolo de LA STAMPA del 27.03.2017

 

 

In Allegato è disponibile la Rassegna Stampa 27.03.2017 su dichiarazioni Segretario Generale UNSA, Massimo Battaglia

 

Può apparire come un gioco di parole, ma non lo è perché nei numeri si rispecchia la volontà dei governi, passati, presenti e futuri, sul progetto politico della “amministrazione pubblica” e che determina quali servizi, quantitativi e qualitativi, si vogliono rendere alla cittadinanza di questo Paese.

 

Sono numeri impietosi, specie quelli sugli occupati nei servizi pubblici e sulla loro età media. Lungi dal pregiudizio che la sola età sia un criterio valido per la rottamazione, riteniamo però intellettualmente onesto riconoscere che, in termini generali, all’avanzare dell’età vi sia una minore propensione all’aggiornamento e alla riqualificazione professionale e che vi siano maggiori difficoltà a stare al passo con l’evoluzione tecnologica dei processi lavorativi.

 

Certo l’esperienza può anche sopperire, a volte, ad altri deficit di conoscenza e/o di familiarità con strumenti informatici ed applicativi sempre più evoluti, ma sappiamo bene che così non si risolve alcun problema, anzi si rischia di consolidare in alcuni casi sacche di potere o prassi negative.

 

C’è bisogno di investimenti nella pubblica amministrazione, per la formazione, e per l’innovazione; ma soprattutto c’è bisogno di quel ricambio generazionale di cui tanto si parla e mai si realizza; i concorsi per l’accesso nella pubblica amministrazione dovrebbero rientrare nella fisiologicità del mercato del lavoro e non essere eventi eccezionali tali da dimostrarsi impraticabili come, per citare un caso, dimostra il recente bando di concorso del Ministero della giustizia per l’assunzione di 800 unità con circa 308.000 partecipanti.

 

C’è un problema occupazionale in un Paese dove è sempre più drammatico, in particolare per i giovani, trovare lavoro; c’è un problema di ricambio generazionale che, oltre sulla quantità, si riflette anche sulla qualità dei servizi.

 

Vediamola questa Amministrazione pubblica:

Nel 2015 si sono persi 224.049 posti di lavoro rispetto al 2012;

Nel 2015 oltre un milione di persone sono ricomprese nella fascia di età che va dai 55 ai 67 anni;

Nel 2015 oltre 500 mila persone hanno una anzianità di servizio nella P.A. che va dai 31 ai 43 anni;

 

nel particolare poi delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici) si evidenzia come:

Il 47,1% del personale (116.796 su un totale di 247.718) abbia una età superiore ai 55 anni, con una punta del 49,1% nei Ministeri;

65.543 persone, pari al 26,5%, abbia una anzianità di servizio che va dai 31 ai 43 anni;

Le cessazioni dal servizio (per limiti di età e per dimissioni con diritto a pensione) nell’anno 2015 siano cresciute dell’84,56% rispetto al 2013.

 

Dall’incrocio di tali dati (età anagrafica e anzianità di servizio), allarmanti nella loro dimensione, e con una proiezione nei prossimi quattro- cinque anni, solo considerando le uscite per limiti di età e per dimissioni con diritto a pensione, appare in tutta la sua evidenza la necessità e l’urgenza di un progetto politico straordinario, serio e concreto, per la Pubblica Amministrazione.

 

 

Possiamo dire, senza alcuna malizia, che si tratta di una emorragia incentivata?

 

Dal blocco del turn over, dal mancato rinnovo dei contratti, dalla frustrazione di un virulento processo mediatico sui lavoratori pubblici fannulloni, da una sovrapproduzione di norme che sempre più burocratizzano i processi lavorativi, ecc.

 

 

Un contesto che non motiva e che spinge gli individui, nel pieno diritto, ad una uscita anche anticipata dal lavoro, utilizzando gli strumenti normativi esistenti: dalla totalizzazione al cumulo dei periodi assicurativi, dall’APE sociale e volontaria, dall’opzione donna, dai benefici per i lavoratori precoci e, benvenuta, l’abolizione delle penalizzazioni.

 

 

L’emorragia quantitativa e qualitativa alla quale saranno sottoposte le Amministrazioni pubbliche non si ferma con i proclami e se si parla di disoccupazione e di come intervenire per lenirla, non c’è alcun dubbio che la Pubblica Amministrazione debba essere parte attiva in questo contesto.

 

 

Se questa emorragia non sarà arrestata, la P.A. non sarà in grado di assicurare i servizi, anche quelli essenziali, alla popolazione. Sarebbe il fallimento dello Stato, non tanto economico ma come progetto politico.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

ps. in allegato sono disponibili le tabelle con i dati

 

 

 
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