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DIRITTO DI SCIOPERO NEI BENI CULTURALI:UN ACCORDO ALL'ARAN PER METTERE UNA TOPPA
Mercoledì 24 Febbraio 2016 11:05

DIRITTO DI SCIOPERO NEI BENI CULTURALI:

UN ACCORDO ALL'ARAN PER METTERE UNA TOPPA AD UNA LEGGE SBAGLIATA E INCOSTITUZIONALE

beni culturali

Si è tenuta ieri all’Aran la riunione volta a trovare un accordo sull’esercizio del diritto di sciopero nel Ministero dei Beni Culturali a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 182/15 che ha introdotto la “fruizione dei beni culturali”  tra i servizi essenziali da garantire anche in caso di sciopero del personale.

L’UNSA, con la sua delegazione composta da Vincenzo Di Biasi e Gian Maria Giovannetti, ha espresso ancora una volta le sue contrarietà ad una legge che giudichiamo incostituzionale e sbagliata sia sul piano del metodo che su quello del contenuto.

Riconosciamo in ogni caso che in mancanza di un accordo negoziale, tra datore di lavoro e lavoratori, stante la norma primaria vigente, l’intera materia sarebbe stata regolamentata in via unilaterale dalla Commissione di Garanzia, con profili che avrebbero potuto rendere ancora più stringenti i paletti fissati dalla legge.

In sostanza ci siamo trovati nella spiacevole condizione di essere tra l’incudine di una legge sbagliata e il martello di una Commissione di Garanzia che non ha mai fatto mistero di voler regolamentare in modo rigido il diritto di sciopero nei Beni Culturali, come dimostra la tempistica serrata imposta –in modo assolutamente criticabile- per il raggiungimento di questo Accordo.

Ci siamo seduti al tavolo negoziale per senso di responsabilità, lo stesso che ci ha spinti a valutare e proporre modifiche migliorative ad un testo che non condividevamo, e crediamo di aver raggiunto un risultato apprezzabile.

L’accordo in questione ha nel suo essere un aspetto da non sottovalutare, ovvero aver restituito ai soggetti negoziali, le OO.SS., il ruolo che a loro principalmente compete, quello di rappresentare i lavoratori, impedendo una regolamentazione unilaterale della Commissione di Garanzia che, in assenza di un accordo, sarebbe stata titolata ad intervenire.

Riteniamo che l’accordo sottoscritto, alla luce della situazione, sia un buon risultato per ciò che impedisce e per ciò che consente.

L’accordo impedisce alla Commissione di Garanzia e al Ministero dei Beni Culturali di regolamentare la materia senza l’intervento dei lavoratori.

Non possiamo quindi non valorizzare quanto proposto come Confsal-UNSA e riportato nell’accordo in tema di flessibilità nel determinare come i siti dovranno essere aperti in caso di sciopero, potendo optare a seconda dei casi specifici, da contrattare grazie al presente accordo con il Ministero dei beni culturali, o sul criterio degli spazi da lasciare aperti o su quello delle fasce orarie in cui garantire il servizio; il tutto in un’ottica di valorizzazione del ruolo negoziale delle rappresentanze sindacali del Ministero.  

Non si firma un accordo a cuor leggero; lo abbiamo fatto consapevoli che questo è un accordo migliore di ciò che sarebbe accaduto in sua assenza.

Con questo accordo abbiamo garantito una maggiore possibilità di fare sciopero nei Beni Culturali rispetto a quanto scritto in una legge che continuiamo a ritenere sbagliata e che contrasteremo in tutte le sedi opportune.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 
COMMISSIONE GARANZIA - SCIOPERO BENI CULTURALI
Lunedì 14 Dicembre 2015 16:08

no ai bavagli - beni culturali

 

 

RIUNIONE PRESSO COMMISSIONE DI GARANZIA -

LEGGE SULLO SCIOPERO –

SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI NEI BENI CULTURALI

 

Si è svolta in data odierna, presso la Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, la riunione volta ad acquisire i pareri e i suggerimenti dalle OO.SS. sul futuro regolamento provvisorio che la Commissione –dopo il fallimento della trattativa all’Aran sullo stesso argomento- adotterà al fine di dare attuazione alle previsioni della L. 182/15, che inserisce la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali che devono essere garantiti in caso di sciopero.

La delegazione della Confsal-UNSA, formata in questa occasione da Vincenzo Di Biasi e Gian Maria Giovannetti, ha comunicato alla Commissione –come del resto già fatto all’Aran - che il regolamento in questione è frutto di una legge che questa O.S. ritiene essere viziata di illegittimità costituzionale.

Per l’UNSA infatti la Legge n. 182/15 rappresenta un’indebita restrizione della libertà/diritto di fare sciopero da parte dei lavoratori dei Beni Culturali, tra l’altro adottata all’indomani di una regolare assemblea sindacale convocata e autorizzata al Colosseo.

In occasione dello sciopero nazionale del 4 dicembre 2015 nel comparto dei ministeri indetto dalla Federazione Confsal-UNSA, il Ministero dei Beni Culturali ha emanato una circolare in assenza di qualsiasi regolamento attuativo, sia esso adottato dalle parti sociali in sede Aran, sia esso adottato in via provvisoria dalla Commissione di Garanzia.

La Federazione continuerà la propria lotta per la tutela delle libertà democratiche di questo paese, perché l’esercizio del diritto di sciopero rientra ancora in una di queste libertà di espressione del proprio dissenso su come vengono condotte le politiche nel pubblico impiego.

Pertanto stiamo valutando l’impugnazione della Legge e del relativo regolamento attuativo dinanzi alla magistratura.

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 
VALUTAZIONI SCIOPERO 4 DICEMBRE 2015
Giovedì 03 Dicembre 2015 12:39

 

grazie - 4 dicembre 2015VALUTAZIONI SCIOPERO 4 DICEMBRE 2015

 

Il 4 dicembre 2015 questa Federazione ha scioperato e con orgoglio posso dire che migliaia di lavoratori hanno aderito nella consapevolezza che contano solo i fatti e non le lamentele sterili o le parole vuote.

In molti Ministeri ci sono state punte elevate di adesione e credo che questo sia stato un segnale positivo inviato tanto alle Amministrazioni quanto alle forze politiche visto che questo è stato lo sciopero con le più alte percentuali di partecipazione nel nostro comparto negli ultimi anni.

Questo sciopero rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. L’obiettivo è giungere ad un contratto dignitoso per i lavoratori pubblici.

Molti mi chiedono perché gli altri non si sono affiancati a questo sciopero; la mia risposta è: non so il perché. Ad ognuno le proprie scelte, ad ognuno le proprie responsabilità.

Certo è che in questi giorni si definisce la legge di stabilità e spero che il nostro sciopero possa servire a far cambiare idea al governo ed evitare l’umiliazione dei 5 euro al mese dopo 6 anni di blocco contrattuale.

Noi non ci stiamo e sicuramente continueremo con tutte le forze a combattere una battaglia di dignità.

Gli altri che faranno? Ripeto, non lo so.

Noi siamo qui, dialogheremo con tutti quelli che vorranno farlo, certi di essere nel giusto visto tutto ciò che abbiamo fin qui costruito e fatto, dalle manifestazioni –da soli o unitarie come quella del 28 novembre scorso- fino alla sentenza della Corte Costituzionale.

Un grazie ancora a tutti coloro che stanno lottando con spirito di partecipazione, con un vero sacrificio personale, e che non piegano la testa all’arroganza di questo governo.

 

Cordialità e saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

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QUESTO E’ IL VALORE DEI DIPENDENTI PUBBLICI PER IL GOVERNO
Mercoledì 02 Dicembre 2015 10:15

QUESTO E’ IL VALORE DEI DIPENDENTI PUBBLICI PER IL GOVERNO

 

5euro

 

 

Dopo 6 anni di blocco contrattuale, che senza il ricorso dell’UNSA sarebbero diventati anche 9, il Governo –obbligato a riaprire il contratto del pubblico impiego dalla sentenza della Corte Costituzionale- valuta il lavoro pubblico in 5 euro al mese.

 

Questo è il valore che il Governo assegna a te, come ad ogni dipendente pubblico.

 

Dopo aver pagato la crisi con più di 6.000 euro pro capite in questi anni e danni irreparabili su buonuscita e pensione, ciò che il Governo ci offre sono 5 euro al mese.

 

Per noi ciò rappresenta un insulto.

 

Non possiamo essere complici con il silenzio.

 

Pur consapevoli del sacrificio, ma consapevoli che la democrazia e la libertà esigono sempre un sacrificio –a volte non solo monetario- non possiamo evitare di prendere la misura estrema dello sciopero per dire

 

vogliamo un contratto degno, subito, e vogliamo rispetto”.

 

Il 4 dicembre, se gli altri sindacati fanno chiacchiere, facciamo i fatti.

 

Chiudi il tuo ufficio e lotta per i tuoi sacrosanti diritti.

 

SCIOPERO DEI MINISTERI

4 DICEMBRE 2015

 

 

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SCIOPERO 4 DICEMBRE 2015 – LE RAGIONI, LA COERENZA.
Martedì 01 Dicembre 2015 11:43

sciopero 4 dicembre 2015 volantino

SCIOPERO 4 DICEMBRE 2015 –

LE RAGIONI, LA COERENZA.

 

 

Cari Lavoratori dei Ministeri,

 

 

il 4 dicembre l’UNSA ha proclamato lo sciopero nei Ministeri.

 

 

Non lo si fa a cuor leggero, perché di mezzo ci sono i soldi e in questo momento più che mai sono preziosi e necessari per le nostre famiglie.

 

 

Questo sindacato, l’UNSA, dopo aver vinto il ricorso davanti alla Corte Costituzionale che ha obbligato il Governo ad aprire le trattative per il nuovo contratto, ritiene una MANCANZA DI RISPETTO, UN OLTRAGGIO, lo stanziamento di 5 euro al mese, dopo 6 anni di blocco contrattuale (cfr. allegato)

 

 

Diciamo BASTA.

 

Dopo la manifestazione unitaria del 28 novembre a Roma, a cui l’UNSA ha partecipato, e dopo l’esposto alla Procura della Repubblica per il mancato avvio delle trattative, ed in assenza di risposte da parte del Governo, con coerenza proseguiamo la lotta e invitiamo le strutture sindacali di questa Federazione e tutti i lavoratori ad aderire compatti allo sciopero del 4 dicembre 2015.

 

Si allegano 2 volantini da affiggere nelle bacheche.

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

 

sciopero 4 dicembre siamo ricchi - rinnovo ccnl 30-11-2015

 

 

 
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