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Ricorso 2,50%: fissata l'udienza da parte della Corte Costituzionale
Martedì 03 Giugno 2014 10:27

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Ricorso sull'illegittimità della trattenuta del 2,50% in busta paga:

la Corte Costituzionale ha fissato l'udienza per il ricorso dell'UNSA.

 

 

Si comunica che, in seguito alla presentazione da parte degli iscritti della Federazione Confsal-UNSA del ricorso sulla trattenuta del 2,50% in busta paga, e dell’ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia che ha riconosciuto fondata la questione di incostituzionalità avanzata dal ricorso citato, la Corte Costituzionale ha fissato l’Udienza Pubblica sulla questione per il giorno 7 ottobre 2014.

 

 
IL PARTECIPANTE AD UN CONCORSO PUO’ ACCEDERE AGLI ELABORATI ED AI CURRICULUM DEGLI ALTRI CONCORRENTI
Martedì 23 Novembre 2010 15:37

Tar Lazio, sentenza n. 32103 del 3 settembre 2010.

 

           I partecipanti ad un concorso hanno diritto ad accedere alla documentazione che riguarda gli altri partecipanti compresi gli elaborati, le schede di valutazione, i curriculum ed i titoli di studio.

         E’ quanto ha stabilito il Tar del Lazio affermando che “l’accesso ai documenti prodotti dai candidati (ma anche ai verbali, alle schede di valutazione ed agli elaborati) non può essere rifiutato dall’amministrazione dal momento che il diritto di accesso alla documentazione amministrativa prevale sul diritto alla riservatezza dei terzi, dovendosi escludere in radice, rispetto a tali documenti, l’esigenza di riservatezza a tutela dei terzi, sia perché i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione nella quale la comparazione dei valori costituisce l’essenza; e sia perché tali atti, una volta acquisiti alla procedura, escono dalla sfera personale dei partecipanti”.

 
LO SCARSO RENDIMENTO NON BASTA A LICENZIARE I PRECARI
Martedì 23 Novembre 2010 15:36

LO SCARSO RENDIMENTO NON BASTA A LICENZIARE I PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

            Tar Lombardia, sentenza n. 5765 del 14 settembre 2010

 

            Lo scarso rendimento non è sufficiente per essere licenziati, se non è suffragato da un riscontro oggettivo che giustifichi lo scioglimento del rapporto di lavoro.

      Lo ha affermato il Tar della Lombardia che ha specificato che “pur essendo il giudizio dell’amministrazione insindacabile, devono comunque emergere da esso i fatti sui quali la valutazione negativa si appunta, sì da consentire al destinatario la possibilità di un riscontro in ordine alla riferibilità a sé medesimo del giudizio negativo”.

            E’ illegittimo, quindi, il licenziamento del dipendente non di ruolo, risolvendo un contratto di lavoro prima della scadenza, se l’amministrazione non fornisce i riscontri oggettivi e fattuali che hanno portato la stessa ad esprimere un giudizio negativo sul dipendente. E’ in tal modo insufficiente per il licenziamento il giudizio dell’amministrazione circa la "carente affidabilità", la "preparazione culturale specifica deficitaria" e lo scarso apprendimento" senza i riscontri oggettivi sopra citati.

 
NON E’ CONFIGURABILE REATO DI PECULATO PER APPROPRIAZIONE DI COSE DI VALORE ESIGUO
Martedì 23 Novembre 2010 15:36

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – NON E’ CONFIGURABILE REATO DI PECULATO  PER APPROPRIAZIONE DI COSE DI VALORE ESIGUO

 

            Cassazione Civile - sentenza n. 35150, sezione 6, del 29 settembre 2010.

 

            La Corte di Cassazione ha sancito che affinché sussista il delitto di peculato è necessario un apprezzabile valore economico della cosa, in quanto si può giustificare l’applicazione della sanzione solo se questa sia proporzionale al fatto commesso.

            “Il bene giuridico tutelato dall’art. 314 del c.p. è, infatti, l’integrità patrimoniale della P.A. e dei privati, con l’effetto che, se la cosa ha un valore economico molto modesto, il reato non può profilarsi, mancando una effettiva lesione patrimoniale.”

            Nella fattispecie si trattava di fotocopie per uso personale negli uffici pubblici.

 

 
SOPRANNUMERO DI ORGANICO - NON PUO’ ESSERE NEGATO IL TRASFERIMENTO PER GRAVI MOTIVI FAMILIARI
Martedì 23 Novembre 2010 15:35

PUBBLICO IMPIEGO – SOPRANNUMERO DI ORGANICO - NON PUO’ ESSERE NEGATO IL TRASFERIMENTO  PER GRAVI  MOTIVI FAMILIARI

 

Tar Puglia –sentenza n. 1990 del 24 settembre 2010.

 

            Il Tar della Puglia ha dichiarato illegittimo il diniego di trasferimento al dipendente pubblico per gravi e provati motivi familiari in una sede con soprannumero di organico.

          La sentenza ha riconosciuto “che è consentito il trasferimento del dipendente, in presenza di gravissime situazioni personali, anche in soprannumero, senza imporre alcuna espressa considerazione comparativa sulle esigenze organizzative degli uffici e impedendo all’Amministrazione, nel motivare il rigetto dell’istanza, di arrestarsi alla mera constatazione della mancanza di vacanza in organico”.

            Il Tar, quindi, con una decisione innovativa, ha imposto alla P.A. di trasferire il dipendente per gravi e comprovati motivi familiari (nella fattispecie il dipendente aveva la moglie affetta da cancro e due figli da accudire di 9 e 15 anni), indipendentemente dal fatto che la sede richiesta sia o meno carente di organico, in quanto il trasferimento “deve essere consentito” per una motivazione al di sopra di ogni riferimento oggettivo.

 
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