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BUONI PASTO - NOTA A CONSIP E MEF
Lunedì 16 Luglio 2018 16:18

che i buoni pasto siano buoniRoma, 16/07/18

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Prof. GIOVANNI TRIA

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Alla CONSIP

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Oggetto: buoni pasto dei lavoratori pubblici

 

Dal sito della Consip e anche da informazioni di stampa apprendiamo che la CONSIP, a fronte di ripetute e gravi inadempienze -più volte peraltro sottolineate a tutti i livelli dalla Federazione Confsal-UNSA- da parte di QUI!GROUP S.p.A. avvenute negli ultimi mesi e verificate tramite ispezioni negli esercizi convenzionati sulla spendibilità dei buoni pasto in questione, ha proceduto alla risoluzione della convenzione 'Buoni Pasto ed. 7' - relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio)- stipulata con Qui!Group S.p.A. - per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali.

La vicenda che interessa una vasta platea di colleghi, lavoratori del pubblico impiego, tocca così un punto di svolta ma è lungi dall’essere definitivamente risolta poiché resta il gravissimo nocumento degli interessi patrimoniali dei lavoratori che a tutt’oggi sono nella seguente situazione:

  • Riguardo ai giorni lavorati, hanno in mano buoni pasto non spendibili e che quindi valgono come carta straccia
  • Riguardo ai giorni che lavoreranno, non hanno garanzia di una pronta consegna di buoni pasto spendibili.

Si sta consumando e perpetrando pertanto una chiarissima ed evidente violazione dell’obbligo contrattuale da parte del datore di lavoro.

La Federazione Confsal-UNSA chiede di adottare immediate soluzioni -anche in deroga alle vigenti disposizioni vista l’eccezionalità della situazione – quali, alternativamente:

  1. Sostituire immediatamente i Buoni Pasto Qui!Ticket consegnati ai lavoratori, con Buoni Pasto di altro operatore con cui è attualmente in vigore - per altri lotti- una convenzione funzionante della Consip;
  2. Monetizzare i Buoni pasto ad oggi non spendibili.

La Confsal-UNSA, dichiara che -in caso di mancata rapida soluzione del problema- è pronta ad adire le vie legali a tutela dei lavoratori.

 

Distinti saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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BUONI PASTO - NOTA A CONSIP E MEF
Lunedì 16 Luglio 2018 16:18

che i buoni pasto siano buoniRoma, 16/07/18

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Prof. GIOVANNI TRIA

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Oggetto: buoni pasto dei lavoratori pubblici

 

Dal sito della Consip e anche da informazioni di stampa apprendiamo che la CONSIP, a fronte di ripetute e gravi inadempienze -più volte peraltro sottolineate a tutti i livelli dalla Federazione Confsal-UNSA- da parte di QUI!GROUP S.p.A. avvenute negli ultimi mesi e verificate tramite ispezioni negli esercizi convenzionati sulla spendibilità dei buoni pasto in questione, ha proceduto alla risoluzione della convenzione 'Buoni Pasto ed. 7' - relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio)- stipulata con Qui!Group S.p.A. - per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali.

 

La vicenda che interessa una vasta platea di colleghi, lavoratori del pubblico impiego, tocca così un punto di svolta ma è lungi dall’essere definitivamente risolta poiché resta il gravissimo nocumento degli interessi patrimoniali dei lavoratori che a tutt’oggi sono nella seguente situazione:

 

  • Riguardo ai giorni lavorati, hanno in mano buoni pasto non spendibili e che quindi valgono come carta straccia
  • Riguardo ai giorni che lavoreranno, non hanno garanzia di una pronta consegna di buoni pasto spendibili.

 

Si sta consumando e perpetrando pertanto una chiarissima ed evidente violazione dell’obbligo contrattuale da parte del datore di lavoro.

 

 

La Federazione Confsal-UNSA chiede di adottare immediate soluzioni -anche in deroga alle vigenti disposizioni vista l’eccezionalità della situazione – quali, alternativamente:

  1. Sostituire immediatamente i Buoni Pasto Qui!Ticket consegnati ai lavoratori, con Buoni Pasto di altro operatore con cui è attualmente in vigore - per altri lotti- una convenzione funzionante della Consip;
  2. Monetizzare i Buoni pasto ad oggi non spendibili.

La Confsal-UNSA, dichiara che -in caso di mancata rapida soluzione del problema- è pronta ad adire le vie legali a tutela dei lavoratori.

 

Distinti saluti.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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IL GIUSTO DIRITTO ALLA PENSIONE E AD UNA PA EFFICACE ED EFFICIENTE
Mercoledì 11 Luglio 2018 11:39

massimo battaglia seg genIL GIUSTO DIRITTO ALLA PENSIONE

IL GIUSTO DIRITTO AD UNA P.A. EFFICACE ED EFFICIENTE

 

In tempi non molto lontani lanciammo un allarme su un prevedibile esodo di massa dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Spiegammo allora che tale fenomeno era dovuto a fattori generazionali e occupazionali e quindi per nulla legato a scelte politiche di contesto.

 

Un milione in cinque anni! questo era il dato: un milione di dipendenti pubblici nell’arco temporale indicato, per età anagrafica e/o per anzianità di servizio, avrebbe lasciato il lavoro per accedere alla pensione.

 

L’allarme nasceva dalla preoccupazione del persistente blocco del turn over e dalla necessità di ricreare le condizioni, in termini di fabbisogno di personale, per un buon funzionamento della macchina della pubblica amministrazione in ogni realtà di settore: scuola, servizio sanitario, settore previdenziale, settore ministeriale e enti territoriali.

Quell’allarme, reale e concreto e suffragato da molti dati, fu preso sottogamba e in parte ignorato in prima battuta solo poi essere ripreso e riportato alla ribalta di volta in volta, in negativo o in positivo, per riempire degli spazi giornalistici o per riempire un vuoto di idee politiche.

 

È ormai comunque assodato: il problema esiste e, verificandosi quanto da noi ipotizzato, nelle Amministrazioni, fra mille difficoltà, si stanno ponendo il problema di come far fronte a questa emorragia di personale.

 

Le svariate ipotesi riorganizzative messe in campo dalle Amministrazioni per far fronte alla mancanza di personale si rivelano particolarmente fantasiose, inadeguate e, spesso, strampalate con l’unico, e comune, risultato che si corre il rischio di veder morire le Amministrazioni per asfissia e con la conseguenza di avere Cittadini sempre più imbufaliti nei confronti delle Amministrazioni pubbliche e degli incolpevoli dipendenti pubblici.

 

Lo dicevamo e lo ribadiamo, è urgente e indispensabile un grande progetto per la Pubblica Amministrazione; alla prevedibile, e ormai nei fatti, emorragia occorre rispondere con una azione di inoculazione di nuove energie, ovvero: nuova occupazione.

 

Nuova occupazione e giovanile, con sempre maggiori conoscenze per rendere le Amministrazioni più efficienti e sempre più in grado di comunicare e confrontarsi con una società civile sempre più evoluta e più informata.

 

È una sfida alla quale non si possono dare risposte banali tipo: “facciamo con quello che abbiamo”; una sfida di ampia portata supportata da progettazione e programmazione che tenga conto anche degli effetti di eventuali novità politiche in altri campi, che noi auspichiamo avendole anche proposte, come potrebbero essere la “Quota 100” e “41 anni di contributi” in materia di accesso alla pensione.

Proposte che consideriamo patrimonio della Confsal UNSA che ancora una volta rivendichiamo, nella consapevolezza che occore anche porre all’attenzione del Governo, in aggiunta all’allarme di un tempo e ancora attuale, che da ciò ne dovrà derivare un impegno più organico in modo che la risposta alle giuste aspettative dei lavoratori (con Quota 100 e/o con 41 anni di contribuzione) non si riveli un boomerang comportando una improvvisa paralisi delle amministrazioni.

 

Dai dati del Conto Annuale 2016 del Mef – RGS, da noi rielaborati, si può ipotizzare che almeno 500 mila dipendenti pubblici, già nel 2019, potrebbero trovarsi nelle condizioni di maturare il requisito, con la Quota 100, per accedere alla pensione.

 

Un fenomeno pari a dieci volte quello che è il trend di 52 mila unità all’anno di cessazioni per limiti di età e per anzianità.

 

Dalle tabelle che seguono quanto da noi evidenziato risalta con maggiore spessore, pur dalla trasposizione per quanto semplice dei dati 2016 all’anno 2019, e i numeri imporrebbero a tutti una assunzione di responsabilità senza per questo negare la prospettiva di accedere alla pensione con Quota 100.

 

Circa un milione e duecentomila lavoratori, pari al 35% del totale, nel 2019 avranno una età che va oltre i 58 anni e di questi oltre 520 mila avranno una anzianità di servizio superiore ai 34 anni:

 

[IN ALLEGATO LE TABELLE]

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LA NOSTRA ULTERIORE BATTAGLIA: 5,7% DI INCREMENTI PARI A 144,07 € IN BUSTA PAGA
Martedì 26 Giugno 2018 11:41

piazza unsa - romaDEF 2018 e Rinnovi CCNL 2019-2021

 

LA NOSTRA ULTERIORE BATTAGLIA:

5,7% DI INCREMENTI PARI A 144,07 € IN BUSTA PAGA

 

 

 

Con quale spirito dovremmo leggere il Documento di economia e finanza 2018 e quali attese dalla prossima Nota di aggiornamento per i rinnovi contrattuali del lavoro pubblico?

 

Dall’incerto DEF 2018 si riscontrano degli indicatori e dei valori che, pur se non coordinati fra di loro, rappresentano dei dati di riferimento.

 

 

Gli indicatori ai quali ci riferiamo sono i tassi programmati per l’IPCA nel triennio 2019-2021, indicatori previsti, e normalmente utilizzati, ai fini della quantificazione delle risorse per i rinnovi contrattuali relativi allo stesso arco temporale; in tal senso la stima del DEF 2018 per tali indicatori è la seguente:

 

 

 

2019

2020

2021

IPCA

2,2%

2,0%

1,5%

 

 

Il che, brutalmente tradotto, vorrebbe dire che il CCNL 2019-2021 porterebbe incrementi a regime del 5,7% corrispondenti a 144,07 euro medi mensili.

 

 

Di contro, i valori degli stanziamenti indicati nel DEF:

 

Anno 2019 = 910 milioni di euro

 

Anno 2020 = 2,1 miliardi di euro

 

Anno 2021 = 3,26 miliardi di euro

 

 

appaiono del tutto insufficienti sia nell’ipotesi che si riferiscano all’intera platea dei dipendenti pubblici (3.247.000 unità fra personale contrattualizzato e non contrattualizzato), sia che si riferiscano alla platea del solo personale contrattualizzato (2.709.745 unità).

 

 

Nel primo caso la previsione dovrebbe ammontare a 8,4 miliardi di euro, mentre nel secondo caso l’ammontare dovrebbe essere di 7 miliardi di euro; in entrambi i casi gli stanziamenti indicati nel DEF 2018 sarebbero al di sotto del 50% di quanto necessario.

 

 

Dopo anni di battaglie e di ricorsi contro i blocchi contrattuali e grazie alla sentenza della Corte costituzionale che ha ribadito la centralità e il diritto ai rinnovi contrattuali, nei Documenti programmatici di economia e finanza riscontriamo un minimo di attenzione in più rispetto agli anni precedenti, ma in ogni caso insufficiente.

 

 

Al nuovo Governo, che si accinge a presentare la nota di aggiornamento al DEF 2018 e soprattutto a predisporre la legge di bilancio 2019, chiediamo di integrare i documenti programmatici ma ancor meglio di stanziare tutte le risorse utili, nella prossima legge di bilancio, per rinnovi contrattuali quanto meno in linea con i dati IPCA indicati nel DEF 2018.

 

 

Anziché inseguire populismi che solleticano gli istinti peggiori degli individui come può essere l’annuncio della schedatura delle impronte digitali dei dipendenti pubblici, al Governo e alla Ministra Bongiorno rivolgiamo un costruttivo invito a confrontarsi con le OO.SS. per discutere seriamente di Pubblica Amministrazione per migliorarla e creando tutte le condizioni affinché i rinnovi dei contratti vedano la luce nei tempi dovuti con una decorrenza effettiva e materiale dal 1° gennaio 2019.

 

 

Su quanto su esposto, la Federazione Confsal-UNSA inizierà la propria battaglia per il rinnovo contrattuale, appena inizierà l’iter della Legge di Bilancio, chiedendo ai lavoratori di essere parte attiva e seguerci in questo ulteriore fondamentale impegno.

 

 

Roma, 26.06.2018

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

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P.A. – BATTAGLIA: DOPO LA SOSPENSIONE IN 48 ORE (MADIA) ORA LE IMPRONTE DIGITALI (BONGIORNO). ORA BASTA
Lunedì 25 Giugno 2018 10:53

logo ansaP.A. – BATTAGLIA: DOPO LA SOSPENSIONE IN 48 ORE (MADIA) ORA LE IMPRONTE DIGITALI (BONGIORNO).
ORA BASTA

 

ROMA

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Come spesso è accaduto negli ul­timi

anni, in seguito all­'insediamento dei nu­ovi Governi, uno dei

primi attacchi è riv­olto ai dipendenti pubblici, cercando se­mpre

di stanarne il peggi­o, senza mai mettere al centro

dell'attenzione i mi­lioni di lavoratori che giorno dopo gior­no

difendono con il pro­prio lavoro le istit­uzioni statali". Così il

segretario generale della Confsal Unsa, Massimo Battaglia,

all'indomani delle dichiarazioni alla st­ampa della neo minis­tra

della P.a, Giulia Bo­ngiorno.

"Avvieremo ogni azione a tutela dei dipendenti pubblici

contro qualsiasi pro­vvedimento di scheda­ture o altro abbia

intenzione questo Go­verno, invitandolo - evidenzia in una no­ta -

prima di fare dichia­razioni, ad ascoltare i lavoratori".

Battaglia quindi sug­gerisce a Bongiorno di "convocare le

organizzazioni sinda­cali per discutere di Pubblica

Amministrazione, per migliorarla, e a non continuare, come

questo governo sta facendo, con annunci che spesso cadono nel

populismo".(ANSA).

Y08/

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