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Il Diario del Lavoro: intervista al Segretario Generale Massimo Battaglia
Giovedì 20 Settembre 2018 08:59

il diario del lavoroPUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Battaglia (Unsa), il governo, se vuole essere del cambiamento, valorizzi chi opera nel pubblico

 

Presentato di recente dal ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Buongiorno, il decreto “Concretezza” ha tra i suoi punti principali una maxi staffetta generazionale, il rinnovo della pubblica amministrazione attraverso informatizzazione e digitalizzazione, e un maggior controllo, attraverso le impronte digitali, per combattere i furbetti del cartellino. Ne abbiamo parlato con Massimo Battaglia, segretario generale della Unsa.

 

Battaglia, come valuta questo decreto?

Nel complesso apprezziamo i punti che contiene il testo del decreto ‘’Concretezza’’. Se si fosse esclusivamente limitato al tema delle impronte digitali, allora ci sarebbe stata una semplice e inutile caccia alle streghe. Aspettiamo, in ogni caso, di vedere se ci sono le coperture finanziare per implementare tutti i punti presenti e un maggior coinvolgimento delle parti sociali.

 

Un tema molto controverso riguarda le impronte digitali per combattere i cosiddetti furbetti del cartellino. Pensa che sia uno strumento utile? Ci potrebbe essere un problema di privacy?

 

Partendo da questo ultimo punto, credo che non ci sarà nessun tipo di problema. Basti pensare che oggi per rinnovare la carta d’identità sono già richieste le impronte digitali. Se poi guardiamo ai decreti passati, vediamo che in quello promosso dal ministro Madia c’era stato un rafforzamento dei controlli, attraverso le telecamere, il monitoraggio della timbratura del cartellino e una maggiore sinergia con la Guardia di Finanza.  Sull’efficacia dello strumento bisogna prima capire come verrà implementato e se ci saranno le risorse per farlo. 

 

Altro elemento centrale riguarda il maxi ricambio generazionale da attuare nel prossimo triennio. 

Sul versante delle assunzioni, il decreto prevede un ricambio cospicuo, con un rapporto di uno a uno. Questo sulla base dei fabbisogni che ogni amministrazione pubblica ha denunciato. Sicuramente le ultime leggi di bilancio e la Fornero hanno bloccato il turn over, assieme allo stop dei concorsi. Da qui al 2021 avremo un’uscita di 800 mila dipendenti, su un totale di 3 milioni circa. È dunque indispensabile avviare un rapido processo di ricambio.

 

C’è poi il tema delle competenze. Digitalizzazione e informatizzazione dovrebbero essere il futuro prossimo della pubblica amministrazione.

Nel decreto si fa chiaramente riferimento a dei profili tarati sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Ovviamente affinché questo avvenga è indispensabile fare nuove assunzioni.

 

 Ci sono dei settori della pubblica amministrazione più in difficoltà di altri?

Ci sono dei settori nevralgici, e fondamentali nell’impalcatura dello stato, che più di altri hanno risentito del blocco del turn over. Mi riferisco alle forze dell’ordine, alla sanità, alla giustizia, al fisco e alla scuola. Credo che queste cinque braccia del sistema pubblico abbiamo bisogno di un sostegno maggiore di altre.

 

Pensa che questo abbia comportato delle ripercussioni sulle prestazioni lavorative?

Certamente. È impossibile pensare che un poliziotto o un infermiere di più di cinquant’anni riescano a garantire gli stessi livelli di un collega più giovane. Inoltre, in molti settori, come la sanità, ci sono situazioni di forte precariato. Tutto questo ha comparato anche un forte disservizio per l’utenza.

 

Ci sono altri aspetti sui quali è possibile intervenire e migliorali?

Si potrebbe migliorare la dimensione organizzativa, rendendo il pubblico più a misura di utente. Naturalmente non bisogna dimenticare la questione salariale, e fare leva sulle retribuzioni più basse. Se questo Governo vuole veramente essere del cambiamento non potrà ignorare questo aspetto, valorizzando così il lavoro di chi opera nel pubblico.

 

intervista a cura di Tommaso Nutarelli

 
DDL CONCRETEZZA: L'UNSA ACCETTA LA SFIDA
Venerdì 14 Settembre 2018 08:40

m battagliaDECRETO CONCRETEZZA: UNSA-CONFSAL ACCETTA LA SFIDA

Per il segretario Battaglia c’è unità di intenti con il ministro Bongiorno

 

 

Roma, 14 settembre.   “Accettiamo la sfida del Governo sulle impronte digitali. Verrà dimostrato una volta per tutte che la maggioranza dei lavoratori della pubblica amministrazione fa il proprio dovere. Chi lavora non ha nulla da temere.” ha dichiarato Massimo Battaglia, segretario generale dell’Unsa-Confsal, commentando il testo del “decreto concretezza”, così com’è stato chiamato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

 

Nel complesso, al segretario dell’Unsa non dispiace lo spirito che ispira le misure del governo, anche perché “da anni portiamo avanti una battaglia contro chi approfitta e abusa del proprio ruolo pubblico nuocendo gravemente agli altri lavoratori della p.a. Lo ribadiamo anche in questa occasione: noi stiamo con i lavoratori onesti. Ed è per questo che accettiamo la sfida del decreto”.

 

Battaglia ha concluso: “C’è unità di intenti con il ministro Giulia Bongiorno. Bene, quindi, al ricambio generazionale tramite assunzioni mirate nella p.a. e bene alla digitalizzazione. Attendiamo ora un percorso veloce del ddl con il coinvolgimento fattivo del sindacato”

 

 

 

 

 

logo ansaComunicato ripreso nei lanci di agenzie del 14 settembre da:

ANSA

 

ADNKRONOS

 

 

IL DIARIO DEL LAVORO

 

 

ASKANEWS

 

 

 

DIRE

 

 

ECONOMY https://www.economymag.it/economia/2018/09/14/news/decreto-concretezza-unfsa-confsal-accetta-la-sfida-2325/

 

 

PPN https://www.primapaginanews.it/articoli/ddl-concretezza-unsa-confsal-accetta-sfida-del-governo-433420

 

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CONFSAL: RICHIESTA AL GOVERNO DI APERTURA TAVOLO PUBBLICO IMPIEGO
Venerdì 07 Settembre 2018 10:39

 

giuseppe-conte-premier

 

 

Al Presidente del

Consiglio dei Ministri

Prof. Giuseppe Conte

 

E, p.c. Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

On. Giulia Bongiorno

 

Gentile Presidente,

 

la CONFSAL Le chiede l’apertura di un tavolo politico sul lavoro pubblico.

 

La CONFSAL è la quarta Confederazione sindacale del pubblico impiego, come certificato dall’ARAN, e ritiene fondamentale affrontare con il Governo da Lei rappresentato le tematiche di cui chiediamo la soluzione con la prossima Legge di Bilancio: rinnovi contrattuali, assunzioni, risorse per il miglioramento del servizio pubblico.

 

La CONFSAL ritiene fondamentale rimettere la Funzione Pubblica al centro del dibattito politico e sociale del nostro Paese e ricostruire, passo dopo passo, quel tradizionale rispetto e quella dignità che sempre hanno contraddistinto il lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

 

Auspichiamo che il Suo Governo avverta con urgenza la necessità di approcciare la partita del pubblico impiego con grande discontinuità rispetto ai governi passati e siamo certi che Lei condividerà che scuola, sanità, giustizia e sicurezza -se messe nelle condizioni di funzionare bene- rappresentano i veri perni di uno Stato efficiente ed effettivamente democratico, ove i diritti sono garantiti a tutti i cittadini e non solo ai più facoltosi che possono accedere ai servizi privati.

 

Fiduciosi, si resta in attesa di Suo cortese cenno di riscontro.

 

Cordiali saluti.

 

Il Segretario Generale della Confsal

Angelo Raffaele Margiotta

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CONCORSONE PA: SI ASSUNZIONI, MA PARTENDO DALLE PROFESSIONALITA'
Giovedì 23 Agosto 2018 10:04

unsa e fials loghi

 

 

 

 

 

 

CONCORSONE PA: BENE ASSUNZIONI,

MA PARTENDO DALLE PROFESSIONALITA’

 

«Finalmente, dopo gli allarmi che lanciamo da anni, si inizia a programmare un corposo piano assunzionale per la PA. Bene le nuove assunzioni, ma non ci convince affatto l’idea del concorsone unico» affermano Pino Carbone e Massimo Battaglia, Segretari Generali rispettivamente di Fials (Sanità) e Confsal-UNSA (Funzioni Centrali).

 

«Riteniamo necessario programmare le assunzioni partendo da una ricognizione delle professionalità necessarie settore per settore, amministrazione per amministrazione. Non si può realizzare un concorso unico, per 450 mila posti di lavoro, selezionando il personale in modo generico, senza partire dalle specifiche caratteristiche proprie di ogni professionalità che si rende necessaria per una determinata amministrazione»

 

«Concorsi generici, svalorizzano la professionalità del lavoro pubblico e questo è per noi inaccettabile. Inoltre, ledono anche i diritti di chi partecipa al concorso, perché non sa per quale amministrazione, e quindi per quale lavoro, sta partecipando»

 

«Per questo» concludono Carbone e Battaglia «chiediamo un incontro in tempi brevi con il Ministro per la pubblica amministrazione, on. G. Bongiorno, al fine di fornire il contributo delle parti sociali con l’intento di realizzare il piano assunzionale nelle modalità più funzionali per le reali esigenze della pubblica amministrazione»

 
UNSA, essere sindacato per fare sindacato
Giovedì 26 Luglio 2018 09:18

 

 

bandiera confsal-unsa 1954

 

UNSA, essere sindacato per fare sindacato

 

 

Cari Amici,

 

Le parole d’ordine di tutti i governi di questi ultimi vent’anni sono state efficienza ed efficacia, ma senza che nessuno abbia investito un euro o almeno un’idea di serio rinnovo della pubblica amministrazione; spesso i corpi intermedi sono stati considerati ingombranti e pertanto era necessario metterli all’angolo, forse anche con alcune responsabilità degli stessi; tutto ciò è stato orchestrato da una classe politica cieca e spesso priva della conoscenza della materia.

Guardiamo gli ultimi 10 anni: la maggior parte delle cosiddette riforme hanno avuto come oggetto licenziare, punire, controllare i lavoratori pubblici, senza mai mettere veramente al centro della riflessione il punto centrale, cioè come erogare i servizi migliori ai cittadini attraverso i lavoratori pubblici.

I dipendenti pubblici -con stipendi ridicoli e senza contratto per circa 10 anni- hanno tirato la “carretta-stato” con grande abnegazione e sinceramente anche con qualche errore umano, come del resto statisticamente avviene in tutti i settori della nostra società. Rispediamo al mittente l’equazione lavoratore pubblico=fannullone/privilegiato. Perché il pubblico impiego è un settore vitale per il paese e costituito da una enormità di risorse e competenze che vanno innanzitutto difese dal disfattismo mediatico/politico e poi valorizzate per rilanciare la macchina pubblica e renderla idonea a erogare servizi alla collettività.

La nostra Federazione in questi anni ha lottato su tutti i fronti – facendo fatti – come ad esempio lo sblocco dei contratti, contro i licenziamenti in 24 ore, contro il ritardo del pagamento della buonuscita arrivando anche qui alla Corte Costituzionale, promuovendo nel 2016 un patto politico -accettato da funzione pubblica- con cui abbiamo subordinato l’inizio della trattativa del rinnovo contrattuale all’adozione di riforme legislative (tra tutte, la cancellazione delle 3 fasce della riforma Brunetta), arrivando così alla sottoscrizione del nuovo CCNL a febbraio scorso.

Ma l’UNSA ha lottato anche attraverso i suoi coordinamenti che hanno ottenuto molti risultati nelle varie amministrazioni.

Non è un caso allora che siamo una delle poche OO.SS. che può mettere un “+” sulle ultime elezioni RSU nel nostro nuovo grande comparto delle funzioni centrali; con orgoglio possiamo dire che in alcune amministrazioni siamo, anche con una grande maggioranza, la prima Organizzazione Sindacale del settore.

L’UNSA è pronta ad altre fondamentali battaglie, con questo governo; in primis sul Rinnovo del Contratto 2019-2021, sulla Riforma delle Pensioni (quota 100 e quota 41), sulla tassazione sui redditi tra 25 e 35 mila euro, sulle possibilità di carriera nel Pubblico Impiego, su un vasto programma assunzionale da realizzare velocemente, sul diritto alla mobilità, sulla formazione troppo spesso dimenticata per esigenze di bilancio pubblico, sulla riforma degli ordinamenti professionali e su molte altre questioni.

Queste sono le priorità dell’UNSA e su questo a settembre faremo sentire la nostra voglia di cambiamento.

In questa analisi del lavoro sindacale svolto nella prima parte del 2018, non può  mancare un passaggio sulla grande fase congressuale che sta vivendo l’UNSA e che ha portato al rinnovo di moltissime cariche sindacali a livello provinciale e regionale, e che si concluderà ad ottobre con il rinnovo delle cariche nazionali del nostro sindacato. Sono stati momenti importanti per rifare squadra, rinnovare l’assetto organizzativo interno e partire per le nuove sfide collettive che ci pone un grande comparto costituito da circa 250 mila colleghi.

Infine Amici, il mio grazie è per quello che di sicuro ritengo più importante, vale a dire per ciò che siete, perché è ciò che ci permette di essere un grande gruppo che è legato dai grandi valori della stima, del rispetto e dell’amicizia.

 

Nell’informarvi che la Segreteria Generale chiuderà tra poco (dal 6 agosto) per qualche settimana, per un giusto periodo di ferie, auguro anche a tutti Voi buone vacanze.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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