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PA: CONFSAL APPREZZA IMPEGNI DEL MINISTRO BONGIORNO, MA SERVE DI PIU’
Mercoledì 14 Novembre 2018 10:45

funzione pubblicaPA: CONFSAL APPREZZA IMPEGNI DEL MINISTRO BONGIORNO, MA SERVE DI PIU’

 

 

Roma, 13.11.2018. La delegazione Confsal prendendo atto della presenza di risorse in Legge di Bilancio che permetterebbero l’apertura dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego per il triennio 2019-2021, ritiene le stesse al momento insoddisfacenti e non in linea con l’indice IPCA indicato dal Governo nel Documento di Economia e Finanza.

 

Per quanto attiene il Decreto Concretezza, il Ministro Bongiorno ha ribadito la volontà di procedere all’assunzione di 450 mila unità attraverso concorsi unici e semplificati.

 

La delegazione della Confsal, condividendo lo sblocco del turn over, ha chiesto l’apertura di tavoli specifici per i vari comparti per seguire l’iter del disegno di legge e segnalare le diverse specificità necessarie in ogni settore del pubblico impiego.

 

Confsal ha chiesto altresì l’abrogazione dell’art. 23, comma 2 del D. Lsg. 75/17 nella parte in cui blocca i fondi per la contrattazione integrativa.

 

La Confsal, apprezzando gli impegni del Ministro Bongiorno, auspica che il Governo non solo incrementi le risorse per i rinnovi contrattuali, ma metta al centro della discussione politica la pubblica amministrazione, per la sua efficienza e per la valorizzazione dei suoi dipendenti. Tutto questo con il fine di fornire migliori servizi alla collettività e costruire un nuovo clima di fiducia fra pubblica amministrazione e cittadini.

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RICORSO TFR/TFS - UNSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Lunedì 05 Novembre 2018 12:28

ricorso tfr tfs unsa alla corte costituzionaleBATTAGLIA: RICORSO TFR/TFS, IN ATTESA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

 

Roma, 05/11/2018. «Con soddisfazione comunico che sia la Federazione Confsal-UNSA che la nostra iscritta ricorrente hanno depositato presso la Corte Costituzionale l’atto di costituzione relativo al ricorso sul Tfr/Tfs» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

«Attraverso questo ricorso miriamo a ottenere un giudizio di incostituzionalità di quella norma che prevede -per i soli lavoratori del pubblico impiego- un incredibile ritardo del pagamento della loro buonuscita che può arrivare fino a 51 mesi dal pensionamento».

Battaglia conclude «Ora rimaniamo in attesa della fissazione dell’udienza da parte della Corte Costituzionale»

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Riunione all'Aran per il nuovo “Ordinamento professionale”
Martedì 30 Ottobre 2018 11:38

 

ordinamento professionale

Riunione all'Aran per il nuovo “Ordinamento professionale”
Comparto Funzioni Centrali

 

 

Dopo il primo incontro di alcuni mesi fa per l’insediamento della Commissione, il 25 ottobre c’è stato il primo vero confronto per avviare i lavori per il nuovo Ordinamento professionale per il personale del Comparto Funzioni Centrali.

 

Un incontro che nelle modalità e nei termini si è caratterizzato, pur nelle diversità, da tante buone intenzioni di tutti i presenti.

 

Dalle buone intenzioni si dovrà passare ai fatti concreti, da qui la nostra posizione di intervenire per innovare, anche per superare le criticità dell’attuale ordinamento, e per rispondere ancora meglio alle aspettative dei dipendenti; per di più in un contesto organizzativo che muta rapidamente e troppo spesso investito da interventi legislativi devastanti e incoerenti con il CCNL.

 

Siamo consapevoli, e così ci siamo posti, che si tratta di un compito delicato e che necessita di tutte le cautele possibili vista la fondamentale importanza che riveste l’ordinamento professionale per i lavoratori, sotto il profilo professionale e economico, e per le Amministrazioni sotto il profilo organizzativo.

 

La necessità di avere un unico ordinamento professionale nel nuovo Comparto delle Funzioni Centrali non poteva essere scevra dall’esame delle criticità dei vigenti ordinamenti dei vecchi Comparti contrattuali, e dalla valutazione degli impatti subiti dai vari interventi legislativi che hanno minato il loro pieno esplicarsi; fra questi, solo come esempi, il blocco delle progressioni economiche a partire dal 2011 fino al 2015, il sostanziale divieto delle progressioni fra le aree, la questione delle posizioni organizzative nelle Agenzie Fiscali con l’aberrazione di una gestione unilaterale del rapporto di lavoro, ecc..

 

Il nostro obiettivo è quello di avere al termine dei lavori della Commissione un progetto di “Ordinamento Professionale” chiaro e di facile comprensione e gestione, tale da essere un riferimento certo per le prospettive di crescita professionale e economica.

 

Abbiamo quindi colto l’occasione per illustrare la nostra posizione, deliberata nel corso del nostro recente Congresso Nazionale, in merito al nuovo Ordinamento:

un sistema in grado di favorire la progressione di carriera e la realizzazione professionale dei colleghi, anche attraverso la modifica dell’ordinamento professionale e della mobilità all’interno dello stesso, superando l’attuale configurazione con la prima area confluente nella seconda e con la costituzione di una nuova area specifica per gli sbocchi professionali che vada oltre l’attuale terza area, che può essere variamente denominata.

 

Per noi è prioritario che le tante professionalità presenti nella P.A., maturate attraverso percorsi personali costati tanti sforzi individuali, vengano adeguatamente valorizzati e lavoreremo affinché essi costituiscano una nuova ossatura utile e necessaria all’Amministrazione per lo svolgimento dei compiti istituzionali della P.A.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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QUOTA 100 E DDL CONCRETEZZA - SERIZIO PER GLI ISCRITTI
Mercoledì 24 Ottobre 2018 15:49

quota 100 servizio

 

 

 

 

 

 

messaggero quota 100

 

 

Quota 100 e ddl “concretezza”:

La meritata pensione

e il giusto ricambio generazionale

 

 

Questa Federazione da anni è scesa in piazza, compreso un referendum, per modificare la Legge Fornero, e da anni chiediamo altresì un giusto ricambio generazionale per dare nuova linfa alla P.A.

Su questi aspetti riteniamo doveroso esprimere alcune riflessioni.

Relativamente alla “quota 100”:

Anche noi abbiamo perorato la fatidica “Quota 100” ma non nei termini in cui oggi si parla; in particolare chiedevamo Quota 100 e contemporaneo blocco della riduzione dei Coefficienti di trasformazione per evitare ciò che i quotidiani oggi riportano, ossia un importo pensionistico più basso rispetto alle aspettative dei singoli interessati.

Quanti lavoratori usciranno dagli uffici ricorrendo a questa Quota 100? Le stime dicono tantissimi; è possibile, come no, se consideriamo il fondo di verità riportato su tutti i quotidiani e cioè riguardo alla minore pensione di chi esce a 62 anni (e con 38 anni di contributi) anziché a 65 o 67 anni. Una verità banale dato il metodo di calcolo del sistema contributivo basato sul ‘prima te ne vai e meno prendi’.

Abbiamo anche noi fatto una verifica con quattro casi concreti di colleghi delle Funzioni Centrali e abbiamo potuto che confermare, come era ovvio, che con Quota 100 vi è una “rinuncia” a maturare una pensione più elevata.

Pertanto riteniamo che “Quota 100”, così come è stata ipotizzata ad oggi, sarà presa in considerazione dai lavoratori con molta saggezza e attenzione vista la minor pensione da 150 fino a 350 euro lordi al mese.

Relativamente al “ddl Concretezza”:

Ribadiamo il nostro giudizio complessivamente positivo sul ddl Concretezza specificatamente nella parte in cui prevede nuove assunzioni. Sono anni che l’UNSA ha lanciato l’allarme circa l’esodo di lavoratori dalla PA, che sarà aggravato dall’introduzione di “Quota 100”. Ciò porterebbe a far ricadere sempre più sulle spalle dei lavoratori rimasti in servizio il compito di far funzionare tutta la macchina amministrativa dello Stato.

Per questo, per affrontare un’emergenza già segnalata dall’UNSA che rischia di aggravarsi, e consentire alle Pubbliche Amministrazioni di recuperare la propria capacità di erogare servizi alla collettività, chiediamo che il Governo potenzi il turn over e l’adozione di un forte piano assunzionale.

Per questo l’UNSA chiede nella Legge di Bilancio stanziamenti adeguati, anche prima quindi dell’adozione del ddl Concretezza, per garantire il pieno turn over e coprire il trend di cessazioni normali e di quelle dovute all’adozione di “Quota 100”.

Tutto questo non deve far dimenticare al Governo che si dovranno rinnovare i CCNL in scadenza il 31 dicembre 2018 e che pertanto nella legge di bilancio ci aspettiamo di vedere gli stanziamenti necessari.

“Servizio Quota 100” riservato agli Iscritti

Per tutti gli Iscritti, e solo agli Iscritti, all’UNSA, abbiamo attivato un servizio di assistenza per l’analisi degli effetti sulle posizioni pensionistiche individuali per chi intende aderire a Quota 100.

A tal fine, è necessario compilare dettagliatamente la scheda allegata e inviarla a

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – con oggetto “SERVIZIO QUOTA 100”.

 

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

 

 

La stampa ha riportato i dati elaborati dall'UFFICIO Studi della CONFSAL-UNSA

 

IL GIORNALE

IL MATTINO

IL MESSAGGERO

IL CORRIERE ADRIATICO

 

 

 

 
TFS - RICORSO UNSA - IL GOVERNO PRONTO A CORRERE AI RIPARI
Venerdì 12 Ottobre 2018 13:04

 

ricorso unsa tfsil governo corre ai ripari

 

TFS-TFR, Governo pronto

ad accogliere

 

il RICORSO BOMBA della Confsal-UNSA

alla CONSULTA

 

 

 

Leggiamo con piacere sul Messaggero di oggi che il Governo, in concomitanza del superamento della Legge Fornero con quota 100, starebbe lavorando ad una soluzione pratica che risolverebbe il problema del differimento, fino a 51 mesi, del pagamento del trattamento di fine servizio (TFS-TFR).

Il problema che il governo deve risolvere è stato sollevato dalla Federazione Confsal-UNSA, che ha rilevato l’incostituzionalità della norma sul differimento del pagamento della buonuscita degli statali, per disparità di trattamento con i lavoratori privati, il cui ricorso è stato accolto dal tribunale di Roma, dichiarandolo non infondato, e rimettendolo alla Corte Costituzionale.

In buona sostanza, per anticipare il probabile accoglimento del nostro ricorso alla Consulta, che avrebbe nell’immediato effetti esorbitanti per le casse statali, l’esecutivo starebbe pensando di pagare subito tutta la buonuscita dei dipendenti pubblici che vanno in pensione con esborso tramite banche.

Lo stato si farebbe carico degli interessi dovuti alle banche limitando (diluendo) il costo che pesa a circa 1,5 miliardi l’anno, mentre gli statali avrebbero, come per i lavoratori privati, il pagamento immediato della buonuscita all’atto del pensionamento.

Alleghiamo l’articolo del Messaggero del 12 ottobre 2018.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

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