Home dai Coordinamenti Unsa GIUSTIZIA: caso Stefano Leo e Decreto Sicurezza bis

Unsa GIUSTIZIA: caso Stefano Leo e Decreto Sicurezza bis

Roma, 13.05.2019

                                          Al Ministro della Giustizia

On. Alfonso Bonafede

                                             E, p.c. Al Capo Dipartimento DOG

 Dott.ssa Barbara Fabbrini

Sig. Ministro,

Come Lei sa, l’organizzazione che rappresento già oltre un mese fa è stata a Torino per far sentire la presenza della più grande o.s. al personale giudiziario, in occasione delle prime esternazioni di stampa a seguito della morte del povero ragazzo Stefano Leo.

Il 22 maggio saremo di nuovo a Torino per un sit in e una nuova assemblea con il personale, per gridare e rivendicare quanto da me espresso già nell’ultimo incontro con la S.V., poiché ad oggi non si hanno ancora notizie certe sul da farsi.

Il caso Stefano Leo deve essere un monito all’esecutivo per cercare una soluzione all’urgente carenza di personale del dicastero della Giustizia.

In questi giorni è stata divulgata dalla stampa la notizia del Decreto Sicurezza bis del Ministero dell’Interno nel quale sarebbe prevista l’assunzione di 800 unità dedicate alla notificazione delle sentenze “dormienti” e in attesa di esecuzione. Inoltre, la gestione dell’intera misura eccezionale sarebbe affidata a un commissario straordinario nominato dal Ministro dell’Interno.

Le intenzioni del Governo di far fronte all’emergenza sulla sicurezza dei cittadini dopo il caso dei Murazzi sarebbero ottime e certamente apprezzate, ma probabilmente sarebbero insufficienti per gestire le criticità e soprattutto risulterebbero di dubbia legittimità costituzionale.

La misura sarebbe insufficiente perché la fase post dibattimentale non è unica ma articolata in ulteriori momenti del procedimento, quali le impugnazioni e l’esecuzione penale. Pertanto, l’intervento sulla gestione della notificazione della sentenza dibattimentale non esaurisce la sua forza sui successivi stadi, dovendo così gli uffici delle impugnazioni e delle esecuzioni affrontare una mole di affari penali ben superiore rispetto alle loro possibilità. Infatti, è noto che i cancellieri e i funzionari operanti in queste unità del sistema giudiziario sono le figure maggiormente carenti come scopertura di organico. Non solo. Le scarse ma preziose risorse sono costrette a gestire l’arretrato in condizioni precarie. Ne deriva dunque che l’intervento di assunzione di personale per la notificazione delle sentenze dibattimentali sposterebbe il problema al tassello successivo, mantenendo la stessa urgenza di assicurare ai cittadini un servizio giudiziario efficiente ed efficace.

La nuova misura sarebbe adottata con modalità di dubbia legittimità dal Ministro dell’Interno. In tal senso, è doveroso richiamare quanto previsto dall’articolo 110 della nostra Costituzione: «Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia». È evidente che l’organizzazione del sistema Giustizia è di competenza del Ministro della Giustizia e non del Ministro dell’Interno. Pertanto tale intervento rischierebbe di essere un vano tentativo di rimediare al collasso della giustizia italiana, creando oltretutto un pericoloso e grave precedente. Il nuovo Decreto Sicurezza non solo non potrebbe disporre l’assunzione straordinaria di risorse per il Dicastero della Giustizia, ma soprattutto non potrebbe affidare a un Commissario straordinario la gestione del personale che è e resta di competenza dei capi degli uffici giudiziari e dei dirigenti amministrativi. Ne deriverebbe dunque un dubbio stravolgimento dell’ordinamento giudiziario, contrariamente a quanto previsto dalla carta Costituzionale e dalle norme pubblicistiche.

In conclusione, si auspica un rapido ed efficace intervento del Ministro della Giustizia, in grado di rivendicare le proprie competenze costituzionali e di arginare così l’intrusione del Ministro dell’Interno, affrontando il problema del collasso giudiziario mediante un piano di assunzioni strategiche e mirate negli uffici giudiziari come più volte richiesto. Pertanto questa o.s. ribadisce alla s.v. una svolta definitiva che riguarda:

– lo scorrimento totale della graduatoria del concorso per assistente giudiziario;

– lo scorrimento dei due concorsi del 21 quater;

– la pubblicazione del concorso per operatore riservato agli ausiliari;

– la piena applicazione dell’accordo del 26 aprile 2017.

 

Cordiali saluti.

caso stefano leo – decreto sicurezza bis