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Unsa EPNE: riadeguamento organizzativo

È cominciato ieri, in sede di Organismo paritetico per l’innovazione, l’esame del nuovo modello organizzativo (reassessment), con la distribuzione dei servizi in funzione utente-centrica. In estrema sintesi, l’approccio lavorativo avverrà avendo come punto di riferimento il codice fiscale dell’assicurato che, tramite il supporto tecnologico della “Work Area Integrata”, metterà a disposizione di tutti gli operatori una visione integrata e completa di tutte le principali situazioni aperte del soggetto, dialogando con tutte le procedure informatiche già esistenti.

La fase di sperimentazione di tale modello, che avrà una durata non inferiore a 6 mesi a partire, se tutto va bene, dagli ultimi mesi dell’anno in corso, comincerà con l’individuazione di tre direzioni provinciali, in ragione della loro distribuzione geografica e grado di complessità, fotografando l’assetto organizzativo, il numero dei dipendenti e tutti gli altri indicatori che caratterizzano l’attività delle sedi prescelte al tempo cosiddetto zero, cioè prima dell’inizio della fase sperimentale. Verrà effettuato successivamente, come prima cosa, la modellazione del nuovo sistema organizzativo, supportato da calibrati interventi formativi che avranno origine dall’esame dell’autovalutazione delle competenze dei singoli lavoratori. Su questo delicato aspetto, la Confsal UNSA ha chiesto il coinvolgimento dell’Organismo paritetico nella stesura del relativo questionario che sarà sottoposto ai dipendenti, al fine di verificare che tale strumento sia rivolto esclusivamente al fine di far emergere i bisogni formativi del singolo rispetto al profilo delle competenze che il nuovo modello presuppone. Pertanto, questa Organizzazione Sindacale ha sottolineato che si dovrà avere la capacità di fornire una formazione adeguata per il fondamentale successo del nuovo modello organizzativo. La terza fase della sperimentazione riguarderà invece il monitoraggio e la verifica dei risultati che il nuovo modello avrà prodotto, in modo da calibrare eventuali azioni di supporto o anche modificare alcune elementi di innovazione previsti dal prototipo. La Confsal UNSA ha chiesto di mettere in capo anche strumenti idonei a valutare il grado di soddisfazione dell’utente interno, di misurare quindi il grado di benessere lavorativo dei dipendenti.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione di continuare a garantire il coinvolgimento delle OO.SS., tramite l’Organismo paritetico, in tutte le fasi dell’avvio della sperimentazione, così come abbiamo potuto apprezzare nella riunione di ieri, e lungo tutta la fase di estensione, che deve essere progressiva e graduale, del nuovo modello a tutte le sedi dell’Istituto.

La Confsal UNSA ha sempre pensato che il modello dell’organizzazione del lavoro debba trovare riscontro nel posizionamento ordinamentale dei lavoratori, debba essere cioè coerente con l’inquadramento di tutti i dipendenti dell’Istituto, e mai come oggi si devono pertanto affrontare, sul tavolo della contrattazione integrativa, tutte le problematiche ad esso connessa, come quello del mansionismo, quello della corretta valorizzazione della professionalità e responsabilità richiesta per le posizioni organizzative, quello della misurazione della produttività e della qualità del lavoro.

La nuova organizzazione deve quindi essere uno strumento utile a risolvere questi problemi che da troppi anni si sono incancreniti, non può difatti intervenire come se queste gravi criticità non esistessero. A questa sola condizione la Confsal UNSA garantirà la propria fattiva collaborazione e supporto all’introduzione del nuovo modello organizzativo.

Roma 30 luglio 2019

 

I componenti Confsal UNSA dell’Organismo paritetico per l’Innovazione.

 

Piergiuseppe Ciaraldi                                                               Sossio Moccia

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