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Così cambia il concorso Sud. Nuova stabilizzazione di precari

Rome, Lazio, Italy - March 29, 2019: Students lined up in the pedestrian tunnel of the North entrance of the New Fair of Rome for the admission tests to the Faculty of Medicine and Surgery of the Catholic University of the Sacred Heart

Roma, 29.07.2021.

Pubblichiamo qui di seguito l’articolo comparso in data odierna su PA MAGAZINE

Cambiano le regole del concorso Sud. Arriva una nuova stabilizzazione di precari della Pubblica amministrazione. Per le carriere vengono semplificati i passaggi di area. La dirigenza di prima fascia sarà aperta all’esterno grazie ai cacciatori di teste. Sono queste le principali novità approvate al decreto sul Reclutamento in discussione al Senato. Il testo adesso è all’esame dell’aula. Poi dovrà passare alla Camera, molto probabilmente blindato, per la sua definitiva approvazione.

STABILIZZAZIONE FINO AL 2022 DEI PRECARI

In Commissione è stata approvata una norma che proroga le regole del decreto legislativo 75 del 2017 sulla stabilizzazione dei precari. La norma originale prevedeva che, fino al 2021, quindi fino alla fine di quest’anno, le amministrazioni in coerenza con i loro piani dei fabbisogni, avrebbero potuto assumere a tempo indeterminato i precari in forza dopo il 2015 che avessero maturato almeno tre anni di lavoro nell’amministrazione negli ultimi otto anni. La norma approvata in Senato proroga questa possibilità fino al 31 dicembre del 2022. Insomma, 24 mesi in più alle amministrazione (ma anche ai precari per maturare i requisiti) per la stabilizzazione. Con un altro emendamento poi, è stata prorogata fino al 2024 (ora è il 2021) la facoltà per le amministrazioni di scorrimento delle graduatorie vigenti nel limite massimo dell’80 per cento delle facoltà assunzionali.

 

CONCORSO SUD SI CAMBIA

Dopo il flop del primo bando del concorso per il Sud, il Parlamento prova a mettere una pezza. Viene modificato l’articolo originario che aveva generato il bando per il Sud, il comma 178 della legge manovra di bilancio per il 2021. Il prossimo bando non dovrà più selezionare il personale che ha le “correlate professionalità” per svolgere l’incarico, ma potrà selezionare anche in base al possesso di “adeguati titoli di studio”. Toccherà poi all’Agenzia della Coesione fornire la formazione necessaria ai neo assunti per svolgere il ruolo richiesto. In pratica viene abbassata l’asticella di partenza che aveva portato all’assunzione nel primo bando di sole 800 persone sui 2.800 profili richiesti. Nel decreto sul Reclutamento, poi, con un altro emendamento è stata anche introdotta una norma generale “salva giovani”. Per chi si presenta alla selezione di un bando di concorso pubblico con una laurea ottenuta da meno di 4 anni, il punteggio per il titolo sarà raddoppiato. Si tratta di una misura già inserita per il reclutamento dei 16.500 addetti dell’Ufficio del processo, ma in quel caso il raddoppio del punteggio della laurea si ottiene nel caso in cui il titolo sia stato conseguito da meno di 7 anni.

CARRIERE, PASSAGGI DI AREA SEMPLIFICATI

Vengono semplificati i passaggi di area dei funzionari. Con un emendamento approvato in Commissione, viene prevista l’introduzione di tabelle di corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti sulla base di requisiti di esperienza e professionalità maturati all’interno dell’amministrazione negli ultimi 5 anni di servizio e he, dice la norma, possono tornare utili alla stessa amministrazione. In questo caso la progressione tra aree potrà avvenire anche in deroga al possesso del requisito del titolo di studio richiesto. Un modo, insomma, per far progredire anche i non laureati. Questo meccanismo, tuttavia, non troverà applicazione per i passaggi nella Quarta area, quella dei “Quadri” che sarà inserita nel nuovo contratto.

DIRIGENTI DI PRIMA FASCIA DALL’ESTERNO

Cambia, e di molto, la selezione dei dirigenti di prima fascia. Il 50 per cento dei posti dovrà essere assegnato con procedure concorsuali. Non solo. Se le amministrazioni considereranno insoddisfacenti le candidature ricevute con gli interpelli, o riterranno che per un determinato ruolo servono professionalità particolarmente elevate, potrà rivolgersi a cacciatori di teste (head hunter), per selezionare i “super manager pubblici” dal mondo privato. Per questi ultimi saranno stipulati contratti a tempo determinato di tre anni e di tipo privato.