Home dalla Federazione Pensioni – le ragioni della Confsal-UNSA e della FIALS-Confsal

Pensioni – le ragioni della Confsal-UNSA e della FIALS-Confsal

Pensioni – le ragioni della Confsal-UNSA e della FIALS-Confsal

Giugno 2018: “Pensioni, la 24^ ora!”

Il 18 giugno 2018 così scrivevamo per denunciare la revisione dei Coefficienti di trasformazione che sarebbe entrata in vigore dal 1/1/2019 e per chiedere interventi di modifica e consolidamento del sistema pensionistico tali da consentire, a tutti i lavoratori e le lavoratrici, una serena programmazione del futuro post-lavorativo.

Chiedevamo:

  • “Quota 100”;
  • accesso alla pensione con 41 anni di contributi e senza limiti di età;
  • blocco della revisione dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità;
  • blocco della revisione periodica biennale dei coefficienti di trasformazione.

Su “Quota 100” la storia è nota; introdotta in via sperimentale nel 2019 è arrivata alla sua scadenza e rimanarrà valida solo per chi matura i requisiti entro il 31. 12.2021.

Vale per essa quanto dicevamo in passato: un minuto, basta un minuto dopo le ore 24 del 31/12/2021 per non poter cogliere questa opportunità!

Sul blocco dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità è altrettanto noto (DL 4/2019) che non saranno rivisti fino al 31/12/2026, peccato per l’introduzione della finestra dei tre mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico.

Sulla proposta dei 41 anni di contributi senza limiti di età ci siamo scontrati con una posizione di chiusura da parte del Governo di allora e che, ad oggi, sembra confermata dall’attuale Governo.

Oggi scontiamo ancora un dibattito sulle pensioni caratterizzato da quegli interventi “spot”, vedasi “quota 102” – placebo che esaurisce la sua portata nel 2022- che generano ansia nel mondo del lavoro, anziché quella necessaria e profonda riflessione sul nostro sistema previdenziale.

Si discute, oggi come ieri, del futuro previdenziale dei giovani e di tutti coloro, meno giovani, che avranno la pensione calcolata con il “sistema contributivo” alla ricerca di una soluzione alle “pensioni povere” del futuro, dimenticando che uno dei motivi che contribuisce a determinare tale povertà è la continua revisione, in diminuizione, dei Coefficienti di trasformazione.

Buon ultimo nel 2018, poco prima dell’ennesimo ribasso dei coefficienti di trasformazione che sarebbero entrati in vigore dal 1/1/2019, chiedevamo il blocco di quella emorragia che, per effetto delle sei revisioni intervenute dal 1996 ad oggi, determina importi pensionistici inferiori dal 15 al 20%.

Quanto dicevamo nel 2018 rimane per noi ancora valido e, ci sembra, attuale, in più, considerata la tragica esperienza di questi ultimi due anni, aggiungiamo la necessità di un aggiornamento delle categorie inserite nell’elenco dei lavori usuranti/gravosi per i quali non può essere il numero dei turni notturni a condizionarne il riconoscimento; a tal proposito è necessario tipizzare le prestazioni, quali ad esempio: infermieri, professioni sanitarie e sociali e alcune specificità del comparto funzioni centrali.

Riepilogando, ieri diventa oggi:

  • accesso alla pensione con 41 anni di contributi (a qualsiasi titolo riconosciuti) e senza limiti di età;
  • eliminazione della revisione periodica dei requisiti per l’accesso alla pensione;
  • eliminazione della revisione periodica dei coefficienti di trasformazione;
  • copertura contributiva per i lavoratori discontinui.

Infine, su “Quota 100” ribadiamo l’utilità di tale strumento e la sua conferma la valuteremmo come una dimostrazione di “serietà politica” e di rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che allo scadere della “24^ ora!” del 31/12/2021 si sentiranno cittadini di serie B, privati delle stesse opportunità offerte ad altri loro ex colleghi.

La domanda di fondo che ci assilla è la solita:

ma è così difficile pensare che gli interventi spot creano insicurezza e ansia e generano la fuga dal mondo del lavoro anche in coloro che, per condizioni lavorative, sociali ed ecoonomiche, potrebbero o vorrebbero rimanere attivi?

Le Federazioni FIALS e UNSA stanno per attivare un dibattito interno sulla materia pensionistica volto a definire anche le ulteriori iniziative politiche da adottare per dare risposte alle decine di migliaia di lavoratori rappresentati.

 

Roma, 02.11.2021

 

Il Segretario Generale Confsal-UNSA                             Il Segretario Generale FIALS-Confsal

Massimo Battaglia                                                       Giuseppe Carbone

 

Pensioni – UNSA e FIALS – 2-11-2021