Richiesta di adozione di Linee guida uniformi in materia di permanenza minima nella sede di prima destinazione

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Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

Sen. Paolo Zangrillo

 

Oggetto: Richiesta di adozione di Linee guida uniformi in materia di permanenza minima nella sede di prima destinazione per il personale delle pubbliche amministrazioni, ai sensi dell’art. 35, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 165/2001 – estensione dei principi del parere del Dipartimento della Funzione Pubblica n. DFP-16950-P del 22 febbraio 2022

 

 Egr. Sig. Ministro,

 

La Confsal-UNSA sottopone alla Sua attenzione una distorsione applicativa di cui siamo testimoni in merito al vincolo quinquennale di sede imposto dall’art. 35, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 165/2001, e Le chiediamo l’adozione di Linee guida uniformi per tutte le pubbliche amministrazioni proprio per risolvere dette criticità.

 

Teniamo presente che il Dipartimento della Funzione Pubblica, con il parere n. DFP-16950-P del 22 febbraio 2022, ha chiarito – con riferimento alla norma speculare per gli enti locali – che l’obbligo di permanenza «non ha ragione di operare qualora l’amministrazione rilevi che una diversa allocazione del personale sia maggiormente rispondente alle proprie esigenze organizzative». Ne consegue che il vincolo non è assoluto, ma funzionale all’efficienza amministrativa, e come tale suscettibile di bilanciamento e ponderazione.

 

Premesso che il nostro sindacato ne riconosce la piena legittimità organizzativa, si segnala tuttavia il seguente paradosso applicativo: nelle procedure di mobilità volontaria interna che precedono l’assegnazione delle sedi ai vincitori di nuovo concorso, il personale ancora soggetto al vincolo viene sistematicamente escluso. Le sedi da esso ambite, eventualmente non coperte dalle procedure di mobilità di assestamento, vengono così assegnate ai neo-assunti, i quali a loro volta resteranno vincolati per un quinquennio: il personale “anziano” perde definitivamente l’opportunità di trasferimento, in contrasto con la stessa finalità della norma e con i criteri di ragionevolezza ed equa gestione delle risorse umane.

Il vincolo di Legge, comprensibile in un’era in cui i concorsi pubblici e il turn over erano limitati, diventa un elemento che irrigidisce le scelte organizzative delle amministrazioni.

 

La Confsal-UNSA chiede pertanto che codesto Ministero estenda i principi del citato parere a tutte le PA, adottando Linee guida che consentano alle amministrazioni di valutare le istanze di mobilità del personale vincolato nelle procedure interne connesse a nuove assunzioni concorsuali, a condizione che:

  1. la sede non sia stata richiesta da personale esente dal vincolo (cui spetta la priorità);
  2. che i posti disponibili nella sede oggetto di mobilità non siano stati esauriti da personale esente dal vincolo, e che quindi la parte residua di detti posti possa essere destinata al personale soggetto a vincolo in ordine di graduatoria;
  3. che vi sia un preliminare piano di mobilità da parte dell’Amministrazione volto a prevedere che le sedi liberate siano destinazione dei vincitori di concorso, garantendo la piena copertura del fabbisogno e l’equilibrio della dislocazione sul territorio delle risorse umane.

 

Una simile interpretazione è pienamente coerente con l’art. 97 della Costituzione e con la logica di ottimizzazione delle risorse umane che il legislatore ha inteso perseguire. Essa non indebolisce il vincolo, ma ne assicura un’applicazione razionale e non distorsiva, evitando che il vincolo di legge si trasformi in uno strumento capace di danneggiare il personale già in servizio, che vedrebbe occupate le sedi ambite da personale di nuova nomina.

 

Confidando in un positivo accoglimento della presente istanza, la Confsal-UNSA si rende disponibile per ogni approfondimento tecnico che il Ministero ritenga opportuno e porge distinti saluti.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

LINEE GUIDA PERSONALE OGGETTO DI VINCOLO DI PRIMA ASSEGNAZIONE