Roma, 12.02.2026. «Rimaniamo attoniti nell’apprendere che secondo i legali dell’INPS il ritardato pagamento del TFS/TFR dei dipendenti pubblici aiuterebbe questi ultimi, a oltre 65 anni di età, a non sperperare le loro risorse finanziarie» dichiara Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.
«Dopo due sentenze della Corte, la 159/19 e la 130/23 arrivate su ricorsi presentati dall’UNSA, con cui i giudici costituzionali ci davano ragione invitando Governo e Parlamento a risolvere l’iniquo e discriminatorio trattamento riservato solo ai lavoratori pubblici, la Corte è chiamata a esprimersi di nuovo, e nel corso del procedimento abbiamo assistito all’esposizione surreale di un tesi difensiva dell’INPS, totalmente manchevole di rispetto e delle facoltà intellettive dei lavoratori pubblici, che sarebbero -per i rappresentanti legali dell’INPS- indotti “spendere di più” in caso di immediato pagamento del TFS/TFR»
«Quindi per i legali dell’INPS» prosegue Battaglia «dovremmo forse dire grazie al meccanismo di dilazione e rateizzazione del pagamento della nostra buonuscita, che ci consente di utilizzare l’INPS come il nostro salvadanaio, dove conservare i soldi al sicuro senza spenderli così in modo avventato. Siamo all’assurdo».
«Dopo due ricorsi alla Corte Costituzionale che ci danno ragione, e dopo l’inerzia di Governo e Parlamento, l’UNSA ha intrapreso la strada del ricorso europeo per far riconoscere il diritto dei dipendenti pubblici ad ottenere immediatamente all’atto del pensionamento il TFS/TFR che abbiamo contribuito a costruire con una carriera di lavoro».
«Ci auguriamo, in ogni caso» conclude Battaglia «che in questo ennesimo giudizio, malgrado il principio costituzionale del pareggio di bilancio, la Corte intervenga sulla materia dichiarando l’incostituzionalità della legge attuale senza richiedere un intervento parlamentare, ripristinando una cornice di legittimità e di rispetto per i lavoratori pubblici».
RITARDATO PAGAMENTO TFS-TFR UNSA, PER INPS I LAVORATORI PUBBLICI NON SANNO GESTIRE I PROPRI SOLDI